Controsensi

Mi scuso per l’argomento del post, ma da che son nata ho sempre faticato a stare zitta, e men che meno ho imparato a farlo all’alba dei miei quasi 34 anni.
C’è un gran daffare, un subbuglio nazionale, dietro alla storia di una ragazza in coma da diciassette anni i cui genitori vorrebbero smettere l’alimentazione e l’idratazione artificiale. Si fanno manifestazioni, il nostro premier vara decreti legge lampo, il Papa pontifica, tutti opinionisti.

Ma…

Beppe, ma non facevi meglio a prendere la tua piccola e a darle riposo appena fuori da Bizzarrone, che so, o dopo Trieste?
Silvio, invece di spendere soldi e tempo in decreti che allungherebbero solo la sofferenza di una persona, che ne diresti di promuoverne altri che invece ridurrebbero la sofferenza di centinaia di famiglie? Che ne so, un paio di dozzine di centri per malati di Alzheimer, qualche centro di cura per le malattie psichiche e per i genitori di bambini meno fortunati ancora di Eluana, che non sai quanti ce ne sono eh?
E voi, girotondini, manifestanti, che gridate alla mancanza di libertà nel nostro Statucolo, ditemi, quando mai c’è stata la libertà? Quando mai vi siete sentiti liberi di dire anche solo quello che pensate senza avere il timore recondito che qualcuno potesse denunciarvi o farvi causa anche se avete espresso solo il vostro personale parere? Cosa andate a fare a riunirvi sotto questo o quel ministero? Datevi da fare ad aiutare un anziano con i sacchetti della spesa, andate a fare volontariato, invece di buttare i soldi in cagate, donateli a qualcuno che ne ha bisogno.
E il Papa? Beh, quello potrebbe andarsene af**o e nessuno, credo, avrebbe nulla da ridire.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

27 Comments

  1. Layla
    7 Febbraio 2009
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    una gatta un mito!

  2. 7 Febbraio 2009
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    L’unico che posso capire è il padre. Poteva risolvere come tanti risolvono, nel silenzio. Ma penso che quest’uomo conoscesse meglio di altri la propria figlia; forse lei, quando ancora c’era, avrebbe agito proprio così.
    Tutti gli altri, quelli che in questa vicenda ci “stanno azzupando il pane”, quelli che stanno nel Vaticano, a Palazzo Chigi, nei media e soprattutti sulle mie gonadi, possono andare a fare la cicoria.

  3. 7 Febbraio 2009
    Reply

    Il problema è che in questo paese non si sa più che cos’è la dignità e la politica e i giornali fanno finta di interessarsi a problemi come questo quando in realtà si fa solo e sempre il solito giochino delle parti… e del resto non gliene frega niente a nessuno…
    Poi Berlusconi si permette di dire che il padre di Eluana sta cercando di liberarsi il più in fretta possibile della figlia… e questa affermazione è davvero intollerabile e dolorosa.

    • Black Cat
      8 Febbraio 2009
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      Fabio, scusami la franchezza, ma questo link rientra in quelle previsioni politiche catastrofali campate in aria di comunisti repressi che io giudico immani cagate.

  4. 8 Febbraio 2009
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    Molto brevemente.
    Il caso di Eluana, per quanto malridotto dai massmedia e dall’opinionismo generale e dilagante, nonostante le battute deliranti di quello che è, ricordo, stato eletto legalmente da noi italiani come p.m., sta portando un Paese che definirei ‘la beghina d’Europa’ a dibattere di temi come testamento biologico e eutanasia. Se la cosa fosse stata risolta altrimenti, in silenzio e ijn segreto, il dibattito non si sarebbe mai acceso.
    Ok, ora sta andando tutto a monte lo stesso, e non si è ottenuto alcun progresso. Ma forse, e lo dico molto
    cinicamente, ci vorranno, dopo di questa, soltanto una o due Eluane ancora per ottenere un risultato…

    Quanto a Berlusconi, mantenere Eluana altri trent’anni attaccata ad un sondino costa molto meno che stanziare fondi per i nonni malati di Alzheimer, o per qualsiasi altra cosa. E porta molti più voti.

    Se fossimo davvero in grado, in Italia, di mandare affanculo il papa, credo che l’avremo già fatto, o che questo si esimerebbe dall’esprimere un’opinione che saprebbe non ascoltata. Invece, lo sappiamo tutti, non è così. Ed è (anche) questo il problema.

  5. 8 Febbraio 2009
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    io concordo specialmente con l’ultimo punto…ma in effetti la tua analisi è lucida, Barbara.

  6. 8 Febbraio 2009
    Reply

    andare a manifestare il proprio dissenso non toglie tempo e modo per aiutare la vecchietta a portare i sacchetti della spesa. è pieno di gente che a manifestare non va, e della vecchietta se ne batte amabilmente.
    io da uno che ha fatto abortire la moglie al settimo mese non accetto lezioni di vita, men che meno voglio sentirmi dire che siccome eluana ha l’utero che funziona allora è sana. è il cervello che tiene una persona in vita (in senso di vita umana, non vegetale), non l’utero, ma al presidente non interessa. a lui interessano solo gli orifizi, evidentemente. beppino ha tutto il mio personale appoggio, per quel niente che conta e che vale. troppe persone intorno a me ho visto pregare i medici di porre fine, di nascosto, alle sofferenze inutili dei propri cari.

    • Black Cat
      9 Febbraio 2009
      Reply

      A tutti chiedo una cosa. Avete mai avuto malati terminali cui dover assistere in famiglia? Persone attivissime, vitali, immobilizzate mute in un letto, che con gli occhi vi chiedevano solo di far finire quella condizione umiliante e piena di sofferenza? Ne avete mai avuti? Siete mai stati con loro? Io si. Due volte. E io, ve lo giuro, col cazzo che avrei aspettato diciassette anni.

  7. Paolo
    9 Febbraio 2009
    Reply

    Ciao.
    Per un post serio ci vuole un commento articolato…
    Mi schiero: sono un cattolico convinto, praticante. Tollerante quanto basta per dialogare con tutti (e senza scandalizzarmi per i PD e i DC che ogni tanto escono su questo blog, sei troppo simpatica gatta!), ma in queste situazioni i valori difficilmente scendono a compromessi.
    Dunque: dal mio punto di vista Eluana non è morta, sebbene la sua vita sia profondamente diversa da tutte le nostre.
    Quindi, si può discutere se sia o no legittimo terminare la vita quando è in quelle condizioni. Credo lo si dovrebbe fare pacatamente, senza grida, in modo da trovare una soluzione che piaccia a tutti e che esprima un consenso dalla società o perlomeno da una gran parte di essa. TEmo che in questo momento non sia possibile e considero un grave errore una legge approvata in fretta e furia.
    Ma soprattutto, mi inchino davanti al Signor Beppino. Davvero. Sono padre di due figli, credo che la decisione di far concludere la vita di un figlio possa essere presa solo dopo un dolore che ti scava dentro e ti devasta, e visto che la Gatta e molti dei lettori di questo blog hanno figli non credo di dovere aggiungere molto. Mi inchino e rispetto la sua scelta, pur non condividendola in pieno. Riprendo cosa ho letto su “lo spillo.it” il blog di un prete:
    “E’ triste che in alcuni ambienti cattolici il padre di Eluana sia dipinto quasi con disprezzo. Solo quell’uomo sa cosa ha sofferto. E, anche se non condivido per nulla la scelta, lo capisco e prego per lui. Ma vorrei anche dirgli che la Chiesa non impone nulla: non mandiamo le guardie svizzere a riattaccare la spina, questo vorrebbe dire imporre.”
    Circa il Papa, non vedo l’ora che lo Stato laico arrivi, ma finchè l’Italia sarà piena di laici che però si sposano in Chiesa e mandano i figli al catechismo, lo vedo ancora lontano.
    Ciao, Paolo.

  8. Paolo
    9 Febbraio 2009
    Reply

    Circa il Papa, non vedo l’ora che lo Stato laico arrivi, ma finchè l’Italia sarà piena di laici che però si sposano in Chiesa e mandano i figli al catechismo, lo vedo ancora lontano.
    Ciao, Paolo.

  9. Paolo
    9 Febbraio 2009
    Reply

    Scusate ancora. Ho visto solo ora che c’era già un commento di un Paolo: io sono un altro, dal prossimo commento mi sceglierò un altro nome!
    E scusate per il pasticcio del commento doppio.
    Ciao, Paolo.

  10. 9 Febbraio 2009
    Reply

    Di solito, quando si discute di Eluana, la si butta in politica.
    A me interessa una cosa sola: interrompendo l’alimentazione, Eluana soffre?
    Le persone in stato vegetativo soffrono, tanto è vero che devono sedarla per non farla soffrire troppo. Il che equivale a dire: siccome quella vita non vale la pena di essere vissuta, facciamola morire di fame e di sete. Questo è disumano. Anche chi ammette che sia lecito troncare la vita in stato vegetativo, non può essere così barbaro da dare a un essere umano – privo di intelletto ma non di sensazioni – una fine così atroce. Allora è molto meglio farle un’iniezione letale, almeno le si risparmia l’agonia.

    • Black Cat
      9 Febbraio 2009
      Reply

      E tu che ne sai che non abbia sofferto più in diciassette anni di piaghe da decubito, Skylark? Magari due giorni di sofferenza per lei son stati un sollievo. In ogni caso un’iniezione letale (bastava un po’ d’aria) era il male minore per tutti.

  11. 9 Febbraio 2009
    Reply

    personalmente ammiro molto beppe: come dici tu poteva fare tutto in camuffa e invece ha deciso di pubblicizzare la sua situazione per renderla emblematica, per tutte le eluane di Italia. in fondo lo hai fatto anche tu a tuo modo no? e hai dato una lezione di umanità e civiltà, anche se forse ti è costato un po’ di dolore esporti a quel modo…

    io credo che nel nostro statucolo che ogni tanto qualcuno faccia qualcosa per cui in molti poi lottano, è l’unico antidoto che possiamo ancora permetterci…

    un caro saluto
    panzallaria

    • Black Cat
      9 Febbraio 2009
      Reply

      Beh, io non ho pubblicato una foto che fosse una, di mio figlio, anzi, ho oscurato tutto il possibile proprio perchè non volevo farne una battaglia personale. Ci sono cose su cui, in uno Stato come il nostro, con profonde e radicate tradizioni cristiane, dove non c’è nulla da fare. Parlo di eutanasia, non di aiuto alla ricerca o di sensibilità verso l’autismo. E mentre i don chisciotte si battono sapendo di non averla mai vinta contro i mulini a vento, e mentre si grida al ritorno del fascismo (mi chiedo a quando i dischi volanti e gli ufo) migliaia di persone disperate per la sofferenza che vedono negli occhi dei propri cari senza possibilità di guarigione, continuano e continueranno a trovare modi forse non leciti ma comunque moooolto possibili e alla portata di tutti, per farli smettere di soffrire. Senza fare tutta sta cazzo di caciara per niente.

  12. giannina
    9 Febbraio 2009
    Reply

    Come darti torto ?

    e…oggi…finalmente se ne va in pace…

  13. 9 Febbraio 2009
    Reply

    io li ho avuti. per quello ero in piazza. perché non si debba più pietire il medico, ma si possa decidere.

  14. Black Cat
    9 Febbraio 2009
    Reply

    Laura si è SEMPRE potuto decidere, eh… solo che lo si faceva nel rispettoso silenzio della sofferenza.

  15. 10 Febbraio 2009
    Reply

    Io avrei tante cose da dire, ma mi accorgo che sarebbero sono altre parole buttate lì al vento, tanto per dire la mia in un caso che è diventato spettacolare piuttosto che drammatico. Con Vespa pronto con la sua bella trasmissioncina tanto da farmi pensare che la morte alle 20,10 sia stata per esigenze televisive!

    Ma la realtà è tutta diversa.

    Come può giudicare una persona, una situazione in cui nessuno può minimamente immaginare di trovarsi.
    Come fate a dire “il papà di Eluana sbaglia” o “il papà di Eluana fa’ bene”. Chi siete voi?

    Io ho notato davvero tanta tanta ipocrisia in tutti!

    Anche la storia del testamento biologico… ma mi fate il piacere! Come fa’ uno, nel pieno della facoltà mentali a dire “staccatemi la spina”!
    Ogni malato, ogni situazione è un caso a se. non esistono casi perfettamente uguali ad Eluana! Ognuno ha la sua storia…

    So’ solo che tutto ciò è triste. E’ triste perchè la ragazza si è spenta, è triste che la ragazza ha fatto un incidente 17 anni fa’ spegnendo per sempre quel suo bel sorriso che ci spiattellano in faccia ogni secondo in TV dandoci fortissimi pugni nello stomaco.

    Ciao Eluana!

  16. 10 Febbraio 2009
    Reply

    E a tutte le istituzioni che ipocritamente lanciano la loro difesa della vita con decreti ed altro io dico loro che mia nonna (così come la maggior parte dei vecchietti gravemente malati) è stata buttata via di reparto perchè “tanto non c’era più niente da fare. Meglio farla morire in casa. E’ più comodo per le condoglianze”.

    Mia nonna morì dopo due mesi in casa senza nessun sondino o aiuto dallo “stato”!!!!!!

    Vabbè….. ma i vecchi sono vecchi….. hanno già vissuto!!! Ma vaff……

  17. 10 Febbraio 2009
    Reply

    Probabilmente aveva già sofferto molto, ma questo è un motivo in più per darle una fine indolore. Vedo infatti che concordi sulla preferibilità di una iniezione letale come rimedio più umano.
    Nota che non affronto la questione se farla morire o tenerla in vita, ma solo quella di come farla morire, una volta imboccata quella strada.

  18. Max
    11 Febbraio 2009
    Reply

    Sono d’accordo con te, Black Cat, non sai quanto !

    aggiungo solo 2 miei pensieri su questa vicenda che ha gia fatto spendere fiumi di parole inutilmente.

    1) Che il governo vari una legge, semplice, che consente ai miei superstiti di compiere le mie volontà legalmente.

    2) Chi e’ andato a manifestare sotto la clinica e nelle piazze dove era negli ultimi 17 anni quando quei poveri genitori passavano le giornate ad accudire quel che restava della figlia ? Si fossero fatti avanti loro a dare supporto morale e fisico. A Genova si dice “Son tutti bulicci* col culo degli altri”

    3) Che la pace sia con lei. Amen.

    Max.

    * buliccio e’ il modo dialettale di dire gay.

  19. elisa
    11 Febbraio 2009
    Reply

    sottoscrivo ciò che ha scritto Barbara e sono contenta di leggere qualcuno come Paolo (il primo commento lungo) che non si permette di giudicare il dolore di un padre che ha perso due volte la figlia.
    quello che mi chiedo è perché hanno aspettato di essere a pochi giorni dalla “fine” quando la sentenza della cassazione è di 3 mesi fa. faceva più scena ora, ovviamente.
    inoltre, forse qualcuno di voi mi sa dare una risposta ad un mio quesito sugli Usa:
    negli Usa sappiamo che l’assistenza sanitaria viaggia tramite le compagnie assicuratrici e che se non puoi permettertela, sono cazzi amari. ora, secondo il mio ragionamento (ma spero di sbagliarmi e per questo chiedo conferma), nel caso Terry Schiavo, la ragazza aveva i genitori che potevano permettersi l’assistenza e quindi la sopravvivenza della figlia. se qualcun altro non fosse così fortunato da potersi permettere l’assistenza sanitaria, staccherebbero ben presto la spina e chi se ne frega della vita o morte dello sventurato?
    a prescindere dal “pro vita” e dal “pro stacchiamo la spina”, quello che mi turba in tutto questo è questo attaccare la famiglia Englaro senza rispettare il dolore che cmq hanno provato ogni singolo istante degli ultimi 17 anni e che continueranno a provare.
    e se non sono male informata, la madre di Eluana è malata di tumore (o per lo meno lo era, stando a vecchi servizi televisivi di anni fa), per cui non è che parlassero senza cognizione personale di causa.
    concludo col fatto che se il sig. Englaro avesse davvero voluto strumentalizzare tutto, vedremmo le foto di Eluana negli ultimi 17 anni, e non quelle bellissime di tanti anni fa… riflettiamoci.
    ma sopratuttto rispettiamo il loro dolore.

  20. 12 Febbraio 2009
    Reply

    Sui “contro-sensi” esposti nel post sono d’accordo…
    mi pare però che anche nel tuo pensiero ce ne sia uno… occulto.
    Non capisco infatti con quale con-senso si possa, da una parte, lamentare la mancanza, nel “nostro Statucolo”, di una deresponsabilizzata libertà di espressione (dire A TUTTI quello che si vuole senza risponderne, renderne conto A NESSUNO), e poi, allo stesso tempo, lamentarsi del fatto che il Papa si esprime “liberamente”.
    Come Paolo anch’io mi schiero: sono un Cristiano convinto, Cattolico per nascita ma non convintissimo, praticante ma non quanto potrei.
    Ciò detto, credo di non far torto alla mia fede e agli insegnamenti Cristiani se “liberamente” esprimo la mia convinzione che l’anima di una persona il cui corpo è stato per diciotto anni immobile su di un lettino a piagarsi e atrofizzarsi, deve essere “lasciata libera” di proseguire la sua strada nell’aldilà.
    La morte è un fatto che riguarda tutti, indistintamente, prima o poi.
    Credo che l’attaccamento “ossessivo” alla “vita” di un corpo immobile, che non tenga conto dell'”anima” e dell’esistenza di una “vita” dopo la morte, sia più “conforme” al pensiero di atei materialisti che non a quello di coloro che si dichiarano Cristiani, i quali, nella morte, non dovrebbero vedere la “fine di tutto”, ma, piuttosto, l’inizio di una nuova vita; e dovrebbero quindi affrontare la morte, propria e degli altri, con più “speranza” e “serenità” di coloro che non hanno la “consolazione” della Fede.
    Invece, pare che ANCHE per molti Cristiani (o sedicenti tali) e, peggio, per gli esponenti della Chiesa Cattolica, la morte rappresenti una sorta di “tabù”, un “male assoluto” da evitare con cieca ostinazione.
    Ciò detto, posto che, come si evince dalla mie precedenti affermazioni, certo non mi riconosco nelle dichiarazioni del Papa e di altri esponenti della Chiesa Cattolica, non condivido affatto nemmeno l’ultima asserzione del post: la dignità del pensiero del Papa vale quella, se non di più, di moltissimi altri politici, giornalisti, opinionisti, blogger.
    Non vedo perchè debba essere il Papa ad andare af**o.
    Io, al proposito, avrei da ridire.

    Saluti.
    Alessio
    .

  21. 12 Febbraio 2009
    Reply

    hanno gia lasciato un sacco di commenti e non voglio stare qui a ri-dire le solite cose.
    Voglio solo dirti che io mi trovo sempre d’accordo con te, sei una donna tosta e coraggiosa, credo di avertelo gia detto…ma è quello che penso!

  22. 13 Febbraio 2009
    Reply

    Ho scelto il silenzio. Non sono chi per pontificare su quale soluzione fosse la migliore. Condivido solo il dolore delle persone che sono state coinvolte loro malgrado e buttate nell’arena di questo triste circo che è diventato l’Italia, con un pubblico che facceva pollice verso e pollice alto.
    Un’immagine, però, non la dimenticherò mai: un branco di iene che si sono scatenate in Parlamento in un momento che esigeva il rispetto per la vita (e la morte) che loro tanto diffendono.

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