Cucciolo di uomo

Avete mai fatto caso che i bambini spesso vengono chiamati “cuccioli”? Cuccioli di uomo.

Perchè sono piccini, innocenti, indifesi, dolci. Poi crescono, ti fanno capire le loro necessità, ti impongono le loro preferenze, discutono, ribattono, criticano, urlano, parlano.

Mio figlio no, è sempre un cucciolo.

Prima lo guardavo, mentre sfogliava un Topolino cercando una specifica pagina, e trovata me lo portava trionfante indicando la pubblicità di un gelato che avrebbe voluto gli comprassi.

O come quando lo vedo mettersi seduto e piangere, apparentemente senza motivo, sinchè sua madre va lì, lo tocca un po’ qua e là e vede una puntura d’ape su cui mettere del ghiaccio e della pomata specifica.

Non mi può comunicare nulla di complicato, solo i suoi bisogni primari: cibo, bisogni fisiologici, acqua, sonno.

La frustrazione che attanaglia lui, spesso si fa avanti in me centuplicata. Ora che, poi, si sono aggiunti nuovi e devastanti problemi, mi sento sempre più impotente perchè il tempo che ci vuole a sconfiggere questa “cosa” è tantissimo, e ormai nè io nè lui abbiamo più pazienza.

Non so se è annoiato, e se lo è perchè. Credo sia felice perchè vedo un sorriso sulle sue labbra, ma chissà se è davvero felice o pensa a qualcosa di bello. Dalla sua voce sento solo “mamma” e “no”. Il resto son solo sillabe sconnesse.

E quando mi prende la mano per portarmi da qualche parte, vedo lo stesso comportamento del suo cagnolino quando mi tira i pantaloni per farmi andare in cucina. Quando mi indica il frigo vedo il suo cagnolino che mi guarda dando testate sulla dispensa perchè ha fame.

E scusatemi, continuo a pensare che se ci fosse un cazzo di Dio, non lascerebbe mio figlio con la stessa capacità espressiva di un animale.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

4 Comments

  1. 5 luglio 2011
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    Ciao Barbara, non scordare MAI che il tuo cucciolo ha bisogno di te non soltanto per i bisogni primari, ha bisogno della sua MAMMA. E tu riesci a dargli tutto, tante altre mamme non ascoltano i propri figli “parlanti” e sbagliano di continuo. Sono i vostri cuori che sono vicini, le vostre menti speciali. Tuo figlio migliorerà, continua ad inondarlo del tuo amore e vedrai che tutto tornerà indietro travolgendoti. CREDICI ogni istante, lui ha bisogno di questo. Un abbraccio, tieni duro Erica

  2. 6 luglio 2011
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    Hai ragione, se ci fosse un cazzo di Dio non lo lascerebbe così….ma un cazzo di Dio non c’è e come si dice in Romagna “faccio con quello che ho, non con quello che dovrei avere”.
    In bocca al lupo
    Lauretta

  3. 9 luglio 2011
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    Ciao,

    ho trovato il tuo blog totalmente per caso ma ora voglio leggere ogni singola pagina che hai scritto. Mi sono permesso di linkarti sul mio blog. Spero non ti dispiaccia.

    In bocca al lupo per tutto

  4. 11 luglio 2011
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    Ciao,
    io leggo il tuo blog da tanti anni ormai, lo commento poco, ma negli ultimi anni non mi sono persa mezzo post.
    Ho gioito con te per le belle notizie, mi sono incazzata per le nefandezze che con le quali devi combattere ogni giorno, con la stupidità e la crudeltà della gente, però Gatta, permettimi di dirti questo: ultimamente non vedo più una felide bastarda e combattiva. Non vedo risate sarcasmo e pensieri positivi. Vedo tutto nero leggendo i tuoi post. Non è una critica la mia, ma solo una constatazione. E non te lo dico permettendomi di pontificare su ciò che dovresti fare, perchè io non vivo ciò che tu vivi ed hai vissuto in questi anni. Non ho nè la conoscenza nè l’esperienza per dare un’opinione. Te lo faccio notare perchè se io fossi al tuo posto apprezzerei qualcuno che mi fa notare una cosa del genere.
    Perchè probabilmente tutto questo “nero” tu ai tuoi bambini lo nascondi, ma io sono certa che passa. Torna felide bastarda, Gatta. Affancula chi se lo merita (anche fossi sangue del suo sangue), tieni strette le persone care, alza la testa e vai avanti come un panzer. Le difficoltà sono indubbie, sono tante e difficilissime da superare, così come la frustrazione. Lo percepisco e posso solo vagamente immaginarlo, ma tu cerca di tornare come prima. Cerca il positivo in quello che hai attorno. Alexander è un cucciolo, ma un cucciolo di una tigre, non dimenticartelo!
    Ti abbraccio forte!

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