Diritto all’istruzione

Quando mi confermarono che il Ministero dell’Istruzione aveva confermato le 27 ore settimanali di sostegno a scuola per Alexander, non sapevo se piangere di gioia o festeggiare. Dal momento in cui i medici mi hanno dato il via libera alla scuola pubblica, per me è stata tutta una discesa: attenuazione dei sintomi, miglioramenti nella comunicazione, vita tranquilla. E con la frequentazione dei bambini “neurotipici” la sua innata capacità di emulazione ne avrebbe tratto ancor più vantaggio.
Ovviamente non c’era un cazzo da festeggiare.
La prima settimana, ovviamente, il sostegno convocato non si è presentato sino al giovedì. Ed Alexander, senza un punto fisso, con gente nuova, insegnanti nuovi in un posto mai visto, ne ha patito non poco.
Alla fine della settimana, vengo convocata in direzione.
Tavolata, stile esame di laurea, io, quattro insegnanti, i due sostegni, direttrice (incommentabile) e vicario.
“Signora, suo figlio va rieducato
WTF???
“… e a questo proposito, da lunedì lui avrà un’aula solo per lui, così non infastidirà i compagni se vuole uscire. Tenga conto che questa è una grande fortuna, noi qui abbiamo molto spazio e possiamo dedicargliene uno”
Fortuna un cazzo. L’integrazione? L’inserimento nella società?
“Direttrice, mi perdoni, ma se quello spazio lo destinaste ai momenti in cui non ce la fa a stare in classe, quando magari c’è molto rumore, quando la sua soglia di attenzione cala e…”
“No, è escluso che resti nella sua classe sinchè venga rieducato in un apposito Istituto
Ah, allora è questo il problema? Il tuo grande cruccio è che la sua disabilità sia “attiva”, cioè solo psicologica, visto e considerato che gli altri due disabili, che lo sono anche motori, hanno tutte le ore coperte e stanno in classe. Bene. A quando un bel comunicato come questo, mia cara?
Il lunedì successivo cominciava il tempo pieno. Arrivo a scuola ed altra doccia fredda.
“Signora, non abbiamo tutte le ore coperte, purtroppo. Deve venire a prendere suo figlio a mezzogiorno, non può frequentare la mensa, nè i pomeriggi obbligatori”
Ebbravi, complimenti. Viva la scuola dell’obbligo, dove son tanto fortunata che si trovi in un edificio grande.
“Direttrice, mi perdoni. Io sono separata, non sto lavorando per curare mio figlio e farlo migliorare per fargli avere una vita, quando pensa che potrò avere 4 ore per poter avere un lavoro almeno part time al mattino, visto che fa solo 3 pomeriggi su cinque in questa scuola?”
“Noi le siamo tanto tanto grati – e mi prende la mano con un’amorevole ipocrisia che mi genera disgusto e un conato di vomito – per quello che lei sta facendo per Alexander”
Mentalmente bestemmio.
Stamattina, infine, ultima perla.
“Signora, domani Alexander ha solo un’ora coperta. Può entrare tranquillamente alle 9.30 e uscire alle 10.30”
“Ma il famoso sostegno totale che era stato stanziato?”
“Il Comune non lo ha concesso, ci ha risposto “arrangiatevi”. Alexander ha 11 ore scoperte su 27 e noi non possiamo tenerlo senza sostegno. Vada lei e veda se può fare qualcosa”
Io, ora, ne ho piene le palle. Del Comune, della Scuola, delle persone con i paraocchi che di fronte ad una diversità che non capiscono a fondo la prima cosa che fanno è evitare che questa “intacchi” i tanto preziosi bambini normali. Gli stessi bambini che adorano e cercano mio figlio, che mi vedono all’uscita di scuola e mi dicono “lo sai che Alexander è diventato bravissimo?”, che lo invitano alle feste, che lo salutano abbracciandolo quando lo trovano per strada.
Mi avete rotto i coglioni, adesso il gioco si fa duro.
Sto tirando la cinghia da mesi per farlo migliorare, io ho bisogno di un lavoro e lui ha bisogno di stare con i suoi amici, di imparare, di frequentare una scuola a cui ha DIRITTO.
Caro Sindaco, ci vediamo domani.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

45 Comments

  1. 28 settembre 2010
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    Fagli il culo a strisce.

    • Black Cat
      28 settembre 2010
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      Di brutto, Selene.

    • 2 ottobre 2010
      Reply

      Una volta mi trovai a discuisire su ciò che ci terrorizza di più in questa vita, qualcuno ha risposto la morte, altri il dolore e la malattia, una delle mie migliori amiche mi rispose : “la cosa che temo di più è non avere più il controllo della mia mente!”… Allora non condivisi a pieno queste sue parole, ma oggi capisco di più cosa volesse dire.

      Per questo sostengo questa donna condividendo questa sua lettera, perchè è infamante per tutti noi che un bambino sia trattato come una sgradevole presenza in quanto abbia necessità di assistenza psicologica.

      Il fatto che le nostre scuole siano piene di incompetenti burocrati clienti di uno stato assistenziale non giustifica che esista un confine della vergogna tra inabilità fisiche e inabilità psichiche!

    • 3 ottobre 2010
      Reply

      Ho letto questo articolo e provo uno degno enorme e un’incazzatura profonda, non solo per lo sfacelo in cui versa la scuola nella quale poi i primi a rimetterci sono i ragazzi diversabili, ma soprattutto per la mancanza di etica professionale e umana delle insegnanti di classe, NON ESISTE che un insegnante chieda ad un genitore di non far frequentare la scuola quando non c’è il sostegno.
      Detto questo mi sembra di averlo già letto in qualche commento ma lo ribadisco perchè è il lavoro che io svolgo, chiedere l’assistente educativo scolastico; quello è un servizio che fornisce il comune, le ore vengono assegnate nel momento in cui si fa il PEI, 27 ore di sostegno non gliele daranno mai, ma l’assistente può ottenerlo….non si arrenda, i genitori che si fanno sentire ottengono.
      Romina.

  2. 28 settembre 2010
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    Che merda. Veramente.
    So che domani il sindaco rimpiangerà di essere stato eletto XD

    Ma quello che scrivi degli amici di Alexander mi ha commossa: i bambini sanno essere le persone più stronze del mondo, quando vogliono, e allo stesso tempo essere meravigliosi.
    Ti abbraccio

    • Black Cat
      28 settembre 2010
      Reply

      Grazie Pythia, in effetti spesso mi vengono gli occhi lucidi, quando sento certe cose… eppure i “grandi” continuano a dividerli. Il lunedì che lo hanno TOLTO dalla classe per metterlo in aula da solo, si è lamentato non poco. Ed io ero lì. Con sua sorella che mi chiedeva perchè…

  3. 28 settembre 2010
    Reply

    qui non si puo’ che usare termini pesanti. Una manica di imbecilli e dire che son messi li per dare esempio e istruire i nostri figli. Non credo che ti manchi ma se ti mancasse per un nanosecondo la forza il coraggio la rabbia io sono una di quelle che sta con te ! Forza vai e come gia’ hanno scritto sopra fagli un bel culo a strisce .

  4. 28 settembre 2010
    Reply

    No va be’ ma come hai fatto a stare calma?
    Io queste persone “normali” con bambini “normali” che hanno una vita “normale” li manderei in un posto.
    Evviva la scuola pubblica.
    Un abbraccio

  5. 28 settembre 2010
    Reply

    Ho i brividi forti forti!

    Di brutto, brutto, non uscire finché non dice di sì!

  6. 28 settembre 2010
    Reply

    Il mondo fa schifo.
    Fallo nero.
    poi dicci!

  7. 28 settembre 2010
    Reply

    In bocca al lupo davvero, la cosa che fa più incazzare è che passa il tempo ma la situazione non cambia mai. Sei normale? Hai un futuro sicuro (tutto sommato). Hai qualche problema? Cazzi tuoi.

    E’ il menefreghismo che ci portiamo dietro da anni ormai impossibili da calcolare, troppo spesso si abbandonano le persone che hanno più bisogno, dimenticando che sono essere umani anche queste …

    “Pessimismo e fastidio” (cit.) …

  8. 28 settembre 2010
    Reply

    …non finirà mai questo incubo? Non so davvero cosa dire…..indignata? incazzata? furibonda? non lo so, non ho parole….so solo che io al Sindaco gli farei un culo grosso come il Piemonte

    Fatti valere, Gatta….e per quel poco che vale, ti siamo tutti vicini!

  9. 28 settembre 2010
    Reply

    Grazie, Gelmini!

  10. 28 settembre 2010
    Reply

    Ma porca l’oca che schifo!
    Fammi sapere se possiamo aiutarti in qualche modo, ok?
    Un abbraccio forte, Jolanda

  11. 28 settembre 2010
    Reply

    ma non capisco una cosa.. Alexander ha il sostegno pieno e un’assistente polivalente? o due sostegni? perché il comune se ha stabilito delle ore per coprire il bimbo non può tirarsi indietro e soprattutto non ti possono dire che siccome il bimbo non può essere coperto non può fare i pomeriggi.. queste cose eventualmente te le dovevano far presente prima di iscriverlo al tempo pieno..
    in quanto al lavoro in una classe separata.. che dire.. da insegnante mi pare che basterebbe un po’ di buon senso, quando il bimbo in classe sta bene, non è eccessivamente rumoroso e può svolgere le sue attività individualizzate con gli altri è ovvio che sarebbe la cosa più giusta, senza contare che per i bambini che hanno problemi a livello comunicativo questa è la via maestra.. quando è stanco lo si porta fuori a fare attività che scarichino.. comunque purtroppo è necessaria anche qui una sensibilità che evidentemente non è da tutti. volevo dirti che per i diritti più basilari, come il riconoscimento delle ore di sostegno, io dopo il sindaco mi rivolgerei al TAR della tua regione. Un abbraccio

  12. 29 settembre 2010
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    facci sapere !! possiamo aiutare in qualche modo? chesso mail di protesta al sindaco?

  13. 29 settembre 2010
    Reply

    si dai per favore dicci il nome del comune e della scuola così mandiamo un po’di mail al sindaco.

    • Black Cat
      29 settembre 2010
      Reply

      Grazie a tutti. Torno ora dall’ufficio del Sindaco. Lo conosco da anni, l’ho sostenuto nella sua ricandidatura ed oggi non me ne sono affatto pentita. Purtroppo non è colpa sua, ma pare di scuola/Ministero. Il Ministero ha riconosciuto in TOTO la richiesta di 27 ore, ma ne ha garantite 6 (WTF???) Il Comune ne ha date altre 10, per ogni bambino dei 5 presenti a scuola. Ad Alexander ne mancano 13, contro le 3/4 degli altri bambini (non ho mai capito perchè la sua disabilità sia SEMPRE considerata di serie B, forse perchè è autonomo e si muove?). Comunque Sindaco, grazie. Prima cosa perchè mi hai ricevuto senza che ti chiedessi nulla, seconda cosa perchè hai ribaltato la Direzione didattica in fronte a me, e non ultimo perchè alla fine del nostro colloquio hai sentenziato “Non mi interessa come, ma queste ore mancanti devono saltar fuori”. E grazie anche all’Assessore, una ragazza molto brava che conosco da tre anni e si è presa a cuore i nostri casi. Vi farò sapere se e come riescono a sistemare la cosa.

  14. 29 settembre 2010
    Reply

    Ben fatto.
    Tienici aggiornati.

  15. 29 settembre 2010
    Reply

    non ti hanno ancora detto che ti conviene rivolgerti a una scuola privata? no, perché qui a Milano diversi genitori di bambini diversamente abili si son sentiti suggerire anche questo…
    non ho parole, Barbara, non ho parole.
    dimmi solo cosa possiamo fare per aiutarti

    • Black Cat
      29 settembre 2010
      Reply

      Certo, mi hanno suggerito una “rieducazione in apposito istituto” Laura, per poter inserire il serial killer terribile che è mio figlio in classe. Non so cosa sia peggio…

  16. 29 settembre 2010
    Reply

    Bravo il sindaco!!
    dai sù, facciamo saltare qualche testolina!!!
    Brava tu.

  17. 29 settembre 2010
    Reply

    Appena sbarcata in Italia dall’Argentina e non parlando bene l’italiano mi hanno messa in una sezione “F” dove c’erano i “casi” e c’era anche un Alessandro autistico.
    Già questo la dice lunga sulla scuola. Senza mixare i ragazzi si creano delle gerarchie del cazzo che non arricchiscono nessuno.
    I ragazzi erano a volte stronzi a volte carini. Alessandro grossomodo se la cavava perché l’insegnante di sostegno ogni tanto veniva, ma non sempre.

    I prof invece erano abbastanza carini. Un giorno gli ho fatto guadagnare mille punti perché gli ho offerto di bere nella mia lattina di coca e poi ci ho bevuto anch’io. E lui sbavava parecchio.

    Il segreto, secondo me, sta nell’accettazione da parte degli altri ragazzi, e i prof poi li seguono per codadipagliaggine.
    Forse se organizzi un party sgamato tipo con cose che piacciono a loro non lo so (dal punto di vista ragazzesco bisogna averci una cultura, ai miei tempi bastava una figurina panini) Insomma è più facile che lo accettino e lo spalleggino. Se è tutta questione di immagine come lo è sempre stato, io me la giocherei con le stesse carte.

    Vera

  18. 29 settembre 2010
    Reply

    ti capisco ho un figlio con una sindrome a scuola piu o meno e uguale:Antonio e tranquillo riesce a stare tranquillo quando e scopero.Non ti arrendere lotta grida stiamo tutti condividendo il tuo link per sputtanarli tutti ciao

  19. 29 settembre 2010
    Reply

    Fammi capire …… quale (e dove) sarebbe questo apposito Istituto ?

  20. 29 settembre 2010
    Reply

    sono senza parole. Non riesco a commentare. E mi chiedo sempre più se per insegnare in Italia si prende l’abilitazione con le figurine. Perché qui non è un problema di risorse, ma di ignoranza allo stato puro. altrimenti certe cose, anche in assenza di risorse non si direbbero.

  21. 29 settembre 2010
    Reply

    io sono un’insegnate di scuola primaria finita alla scuola dell’infanzia per un problema di sedi mancanti, ma ho lavorato per tanti anni con alunni “diversamente abili” (diversamente da chi ancora me lo chiedo….): La legge 104 è chiara in proposito :alunni come tuo figlio vanno inseriti in classe, con il supporto dell’insegnante di sostegno d’accordo, ma sono a tutti gli effetti alunni a pieno titolo della stessa e il bieco tentativo della direttrice è passabie di azione penale, perchè si tratta di omesso godimento del diritto costituzionale all’ istruzione obbligatoria. Ti consiglio di rivolgerti allo sportello h del CSA della tua zona, segnalare la cosa e minacciare interventi ispettivi e denunce alle fonti d’informazione.Fallo, tuo filgio merita i suoi diritti come tutti

  22. […] Esempi ce ne sono dappertutto: solo per citare gli ultimi di cui abbiamo notizia, leggete questo — e poi questo — e poi pure questo. Noi non possiamo accettare una simile situazione, […]

  23. 30 settembre 2010
    Reply

    Beh, per fare casino bastava gia anche solo il dato di fatto che, appunto di fatto, era stata crata una “classe speciale” per lui, in barba a legislazione e direttive varie……
    Meno male che tuo figlio puç contare su una madre attiva, sveglia ed informata, pensa a tutti i bambibi che hanno genitori, loro malgrado, più “passivi”, meno informati, meno scolarizzati ecc.
    Quella é vera “carne da cannone”…….

  24. […] in questo nuovo assalto al lassismo e alle manchevolezze della “nuova” scuola italiana. Questo è il suo post in proposito, e questa è l’intervista che ne è […]

  25. 1 ottobre 2010
    Reply

    Un abbraccio. Vi stiamo tutti vicini. :)

  26. 2 ottobre 2010
    Reply

    Cara Barbara, sono un’insegnante di sostegno di scuola superiore (specializzata da poco, visto che prima facevo un altro lavoro), attualmente disoccupata, dal momento che quest’anno, al classico “giochetto” che vede i tecnici degli Uffici Solastici Provinciali ridurre (solo per rispondere alle richieste ministeriali di ridurre le spese) le ore richieste dagli specialisti e dagli insegnanti per ogni studente diversamente abile, si accompagna la “diminuzione” degli insegnanti di sostegno.
    L’unica efficace possibile soluzione che mi sento di consigliarti è quella di ricorrere al T.A.R. , che, oltre a ripristinare il numero di ore previste per il sostegno, concede anche un legittimo risarcimento dei danni.
    Il Comune, invece, è responsabile delle ore che vedono in classe la presenza degli educatori.
    Io ho svolto il mio tirocinio di specializzazione in una scuola milanese. dove ho avuto modo di verificare come sul piano della integrazione scolastica, i passi da fare sono ancora parecchi. Pensa che l’insegnante di sostegno che avrei dovuto affiancare per vederla all’opera non portava mai, A., il suo alunno con autismo, in classe. Mi ha messo anche i bastoni tra le ruote quando volevo attuare il progetto di integrazione che avevo elaborato, dal momento che gli altri insegnanti, a suo dire, non “gradivano” la presenza dello studente in classe (assurdo, anche in considerazione del fatto che non disturbava minimamente). A. veniva messo in un’aula con altri studenti diversamenti abili ed era felicissimo di andare al bar durante la ricreazione. Son riuscita comunque ad attuare un piccolo pezzo del progetto e i suoi compagni di classe son stati semplicemente meravigliosi.
    A. è sempre nel mio cuore (i suoi occhi e il suo affetto non li dimenticherò mai) e il pensiero che altri ragazzi come lui e bambini come il tuo piccolo possano subire certe ingiustizie mi fa star ancor peggio di quando al mattino presto mi sveglio sperando in una telefonata o in telegramma per una supplenza che forse non arriverà più…
    Un abbraccio

  27. 23 novembre 2010
    Reply

    Cara Barbara,
    ho appena condiviso la tua esperienza sul sito di http://www.controscuola.it – ci sono molte mamme lettrici con bambini disabili che ci leggono. Spero che la tua determinazione e forza possa incoraggiarle.
    A big HUG, Erika

    • Black Cat
      23 novembre 2010
      Reply

      Grazie mille Erika :) Mi puoi dare il link diretto che non son riuscita a trovarla (sarà anche perchè oggi son particolarmente stanca :* )

  28. […] fatto rabbrividire.Non intendevo segnalarlo sul blog, e non lo faccio.Poi stasera sono capitata da Blackcat e  mentre di domandavo come segnalare il post, e se segnalarlo, ho letto i […]

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