Dis-integrazione

Con tante belle parole e tanti buoni propositi, la volontà di far integrare bambini come Alexander nella società si misura con il non farlo partecipare alla gita in una azienda agricola in occasione della vendemmia e poi lamentarsi perchè con gli occhi lucidi guarda TUTTI i suoi compagni andare in gita, e poi li cerca tutta la mattina rendendo inutili gli sforzi della carinissima insegnante di sostegno per farlo lavorare. Quando mi sarò calmata, scriverò qualcosa di meno rancoroso. Ora vado a dare un po’ di pugni al sacco da boxe. Cazzo.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

87 Comments

  1. 24 settembre 2008
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    Comprati pure un’altro sacco da boxe perchè credimi non sarà l’ultima incazzatura che ti prenderai. Per quanto riguarda la logopedia stendiamo un velo pietoso. Secondo me lo studiano già all’università…visto che mancano cronicamente i logopedisti la prima cosa da dire per almeno 3-4 anni: “il bambino non è ancora pronto”…poi si passerà al “è in lista di attesa” e così se ne vanno altri due anni almeno….e poi ci meravigliamo se iniziamo a soffrire di ulcera. Quasi quasi dovrei provare anche io con la boxe ma poi ho paura che inizierei ad usarli non solo contro il sacco i guantoni.

  2. 24 settembre 2008
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    ripeto: sono stati scorretti. Credo comunque che, infine, abbiamo avuto una tremenda paura di portare alex in gita. Non si fa così. Non sono poi d’accordo sui genitori in gita: gli insegnanti devono prendersi le proprie responsabilità e poi i bimbi in gita con i genitori sarebbero meno spontanei. Vai e protesta, perchè hai tutte le ragioni del mondo. (p.s. è assurdo: il cambiamento glielo hanno creato loro lasciandolo solo senza la sua classe.)

  3. 24 settembre 2008
    Reply

    Quoto in toto il commento 43 di Alessandro Mirri.

    L’art 8 comma 2 della CM 291/92 prevede “Nel caso di partecipazione di uno o più alunni in situazione di handicap, si demanda alla ponderata valutazione dei competenti organi collegiali di provvedere, in via prioritaria, alla designazione di un qualificato accompagnatore,nonché di predisporre ogni altra misura di sostegno” ( anche il genitore può accompagnare il bambino, dopo previa autorizzazione degli Organi Collegiali competenti).
    Le uscite didattiche ( nel caso di bambini di scuola dell’Infanzia) , oltre che le visite guidate e viaggi di istruzione per alunni di scuola primaria e secondaria, rappresentano infatti, nell’articolato progetto dell’offerta formativa della scuola, una opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l’attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio.( Nota 11 aprile 2002).

    La scuola di Alex non è stata corretta perché:

    1: non ha garantito le pari opportunità formative e di apprendimento a tuo figlio
    2: non ha applicato la normativa vigente (CM291/92 sulle gite scolastiche e lg104/92 )
    3. non ti ha interpellato ma ( mi par di capire) ti ha messo dinanzi ad una decisione immotivata.

    Generalmente in questi casi il bambino viene accompagnato da un insegnante ( di solito quello di sostegno o curricolare di classe ) e si consente anche al genitore di partecipare all’uscita. Solo il genitore può decidere di non far partecipare il bambino ad una gita.
    Potresti esporre le tue ragioni al Dirigente Scolastico. Se scantona, scrivi una lettera chiedendo chiarimenti. Ha l’obbligo di risponderti per iscritto. Questo per richiamare quella scuola alle sue precise responsabilità educative.

    Un abbraccio.

  4. 24 settembre 2008
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    La questione gita è una piaga per tutti noi disabili. Vi abbraccio

  5. 25 settembre 2008
    Reply

    Il dolore piu’ grosso è pensare di aver fatto scelte che contribuiscono al dolore di un proprio figlio. Come dice Luisa 19 solo i genitori conoscono i propri figli, in alcuni casi come il tuo servono aiuti esterni professionali ma, e parlo senza poter provare veramente ciò che provi tu, come aiuti tali devono rimanere. Dal mio punto di vista quando la famiglia può ed è felice nel fare una cosa i figli assorbono questa felicità come delle spugne, la fanno propria e non so come dire… è come se te la ricambiassero 100 volte tanto! Ecco, io cercherei prima di tutto questo.

    p.s. Mi sono permesso di linkare i tuoi post sul Carrefour sulla mia pagina Facebook.

  6. 25 settembre 2008
    Reply

    Ovviamente la stanchezza fa la sua parte…

    Scusami per l’interruzione brusca del mio commento, voglio aggiungere solo che per quello che ho potuto leggere dai tuoi post e per quello che può valere il mio parere, ti stimo molto, per l’enorme forza che emerge con chiarezza dai tuoi scritti e per la pazienza che hai nei confronti di chi incontra te e tuo figlio e non capisce.

    Un abbraccio a te e un enorme abbraccio a tuo figlio.

    Gabriele Finessi

  7. 25 settembre 2008
    Reply

    E’ difficile commentare… non riesco nemmeno a leggere i tuoi post ad alta voce, comunque credo molto nel potere della rete. Il tuo blog (grazie a tutti i linkaggi fatti) è al top delle classifiche nazionali. Continuiamo a scrivere, linkare e combattere, sia per tuo figlio ma anche per tutti gli altri ragazzi!!!

    Rino Pruiti
    Consigliere Comunale
    Buccinasco MI
    http://www.rinopruiti.it

  8. Stella
    25 settembre 2008
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    Istituti Fay.
    Lì possono dare una mano ad Alex.

  9. 25 settembre 2008
    Reply

    L’insensibilità delle cosiddette persone “normali” nei confronti delle “diversità”, ci pone di fronte alla domanda su cosa si possa intendere con la parola “normale”.

    Un forte abbraccio a te e tuo figlio.

  10. 25 settembre 2008
    Reply

    Cara Barbara, ho scoperto la tua storia leggendo ‘Nòva’, le pagine di tecnologia e scienze del Sole 24 ore di oggi (p. 21), una storia amara ma dalla quale è nata una solidarietà infinita e dall’esito insperato.
    Ti faccio i complimenti per la tenacia con la quale hai difesi i diritti di Alexander andando contro l’ignoranza e la maleducazione della gente.
    Per fortuna nel mondo non siamo tutti come quelle persone. Giorni fa ero ad una festa dell’Unità per partecipare ad un dibattito dei giovani del PD sul razzismo. C’era anche un cittadino di un paese africano, non ricordo la provenienza, da 30 anni in Italia, lavora in un centro per disabili. Ha detto “… le cose cambieranno quando la cultura e l’attenzione nei confronti dei più deboli cambieranno, perchè far stare bene i disabili, vuol dire far star bene anche tutti gli altri…”.
    ;-) duccio

  11. Alice
    25 settembre 2008
    Reply

    Ciao mamma speciale, ho conosciuto la vostra esperienza tramite ok notizie, dove si parlava di ciò che vi è accaduto al carrefour. Sono tristemente scioccata se ci fossi stata io avrei dato un pugno al fotografo. La disney o il centro commerciale dovrebbero impegnarsi a scegliere persone in grado di stare con i bambini normodotati o meno. Io ho due figli, credo che anche il mio piccolo avrebbe faticato a metetrsi in posa immediatamente avrebbe anche lui voluto abbracciare il personaggio. E poi cosa era una catena di montaggio per caso? e’ chiaro che i bambini vogliono osservare da vicino il loro personaggio e che questo possa richiedere qualche secondo in più! L’immagine di tuo figlio che butta via il cuscino mi ha fatta piangere. Quello che vi hanno fatto comportandosi così è gravissimo. Non esiste risarcimento per aver rovinato l’idea che il bimbo aveva del suo personaggio preferito. E’ incredibile. Io ho lavorato come educatrice di sostegno in una scuola elemetare e ho avuto modo di conoscere due bambini autistici (due bimbi davvero speciali). Li ho accompagnati in gita, ben due gite, a vedere gli animali una volta e l’altra a vedere un parco ittico pieno di specie strane di pesci. Ci siamo divertiti, si sono divertiti. Durante il centro estivo io e le mie colleghe abbiamo fatto in modo che i bambini giocassero insieme, si sono inseriti alla grande e nessuno dico NESSUNO si è mai sognato di non portarli alle gite perchè difficili da gestire. Hanno frequentato anceh la piscina una volta la settimana, esattamente come i loro compagni normodotati! Cara Barbara, per fortuna Alex ha una madre come te, peccato che sulla tua strada hai incontrato persone terribili (come quella mamma che dice “finalmente”) ma spero vivamente che questo non accada più. Non lasciarti abbattere, ci sono persone che hanno un cuore grande, ci sono altre che invece hanno tanta paura e la paura si trasforma in azioni sconsiderate. Un abbraccio fortissimo a te e ai tuoi bellissimi bambini.
    PS: la scuola dove ho lavorato è la scuola elementare di opera. Loro sono davvero molto molto attenti. Anche alle materne avevano dei bimbi bisognosi del sostegno anche loro avevano la loro educatrice e hanno fatto tutte le gite. Compresa la piscina una volta la settimana.
    Alice

  12. 25 settembre 2008
    Reply

    Carissima mamma speciale,
    sono rimasta indignata scoprendo la vostra storia e mi sono permessa di parlarne nel mio blog.
    Vi mando un abbraccio e non aggiungo altre parole perchè sono schifata dalla cattiveria e dalla pochezza delle persone.
    Sei una donna e una mamma fantastica e il tuo piccolino è fortunato ad averti.
    Sara

  13. Alice Grillo
    25 settembre 2008
    Reply

    Ciao Barbara, ho provato apostare un comemnto e magari verrà visualizzato più tardi oppure ho sbagliato qulcosa. Ci tenevo tanto a esprimerti la mia solidarietà e la mia arrabbiatura per quello che vi è successo al carrefour e con la questione della gita. E’ incredibilmente vergognoso che delle persone che lavorano con i bambini (vedi il fotografo) non abbiamo la capacità di vedere al di la del loro nasino. Io ho due figli di 8 e 3 anni. Anche il mio piccolo avrebbe certamente perso qualche secondo per guardare meglio da vicino il suo personagio preferito. L’immagine di Alex che butta il cuscino ma ha fatta piangere. Le persone che lavorano con i bambini andrebbero meglio selezionate. Se dovessi assistere ad una scena del genere non so se riuscirei a non mettermi in mezzo. Ho lavorato come educatrice di sostegno durante il centro estivo di una scuola elementare e ho consociuto due bimbi autistici. Due bimbi davvero speciali. Con loro siamo andati in gita e in piscina. Come da calendario una volta a settimana in piscina e una uscita A SETTIMANA. Nessuno si è mai sognato di lasciare a casa i nostri bimbi! così anche alla scuola materna. Certo il comune e i servizi sociali sono presenti e spesso l’assistente sociale è venuta a scuola per parlare con noi educatrici in modo da dare sempre il meglio ai bambini, normodotati o meno. il comune è quello di opera. Ma anche a locate funziona bene. Forse il fatto di essere un piccolo comune facilita le cose. Ma davvero non posso credere che tu sia riuscita a non prendere a pugni quelle persone. Dovrebbero vergognarsi. Vorrei segnalare il tuo a caso all'”indignato speciale” di canale 5. Il carrefour e il fotografo si devono vergognare. E devono chiedere scusa pubblicamente. Quello che è successo a te poteva succedere a chiunque. Autistico o meno. I bambini sono bambini. Ti mando un abbraccio immenso. Alice

  14. lasimo
    25 settembre 2008
    Reply

    scusa se mi intrometto e mi permetto di darti un consiglio che forse non ti serve. conosco ben poco della tua storia e del percorso di tuo figlio ma vorrei consigliarti, al posto della logopedia ( che davvero non serve ), la terapia occupazionale.
    non sto a spiegarti qui di cosa si tratta e tutto il resto ma ti posso dire che mio figlio, in un anno di cura ha fatto dei cambiamenti inimmaginabili.
    potresti provare a parlarne con la tua neuropsichiatra.

    io nel mare dei dottori e degli assistenti ci navigo ormai da due anni e ho imparato a non fidarmi troppo ciecamente.
    penso che tu debba informarti su possibili alternative e approfittare dell’età del tuo bambino per dargli il maggior numero di stimoli possibile.

    ti abbraccio
    simona

  15. Bea
    25 settembre 2008
    Reply

    Ciao. Sono la mamma di una bambina e sto ancora piangendo per quello che è successo al tuo bimbo sia al Carrefour che alla scuola…
    Posso solo dirti di stringere i denti, che se la mia piccola avesse detto ad un bimbo con difficoltà che è uno scemo si sarebbe presa un castigo e una sgridata da ricordare per l’eternità…e sarei stata al tuo fianco e non indifferente di fronte alle lacrime di un angioletto (autistico o meno!).
    Mi dispiace così tanto per il tuo e il suo dolore, causati dall’ottusità anche di chi dovrebbe pensare prima ai bimbi e poi a tutto il resto…
    Domenica ci sono le “Fattorie didattiche aperte”, forse se ci puoi portare il piccolino un po’ verrà lenito il dolore che gli hanno procurato… non è la stessa cosa che andare con i compagni, ma magari puoi organizzare un’uscita con qualche genitore di qualche bimbo che conoscete…
    Intanto mi sono permessa di scrivere a Beppe Grillo per raccontare la tua storia, se leggerà la mail magari avrà voglia di parlarne a tutti.
    Se posso fare qualcosa per te, con tutto il cuore

  16. 25 settembre 2008
    Reply

    Quello che è successo al piccolo è indegno. La scuola è allo sbando totale, e come se non bastasse i signori del Governo hanno tagliato, oltre ad altre cose, non ricordo quante migliaia di insegnanti di sostegno.
    Dovevano informarti, e in mancanza di personale dovevano lasciarti andare col piccolo, al quale hanno impedito una grossa occasione di integrazione e spasso.
    Anche se non vi conosco, voglio dirvi che vi sono vicina.
    Un abbraccio.
    Neve

  17. 25 settembre 2008
    Reply

    Sono indignata.
    Ti ho linkata nel mio blog.
    Vedrai che migliorerà questo mondo del cavolo.

  18. 25 settembre 2008
    Reply

    Nella mia classe se qualcuno non può partecipare alla gita, la si fa in altro posto, dove lui possa. Altrimenti ciccia: niente gita. Ma questo non è mai successo. Abbiamo sempre trovato una soluzione.

    Tempo fa a scuola avevamo un alunno diversamente abile, senza l’uso delle gambe. Le gita le abbiamo fatte lo stesso, anche in montagna e con lui. Dove la carrozzina non poteva passare, lo portavamo in braccio, a turno perché era un po’ pesante. Lui era felice, e noi più di lui (anche se distrutti, perché era molto faticoso …e non solo fisicamente).

    E gli altri bambini, a vedere noi maestri così premurosi con lui, hanno imparato a fare altrettanto (e forse di più). Ti auguro di trovare una scuola come quella in cui lavoro io. Ciao

  19. frap1964
    25 settembre 2008
    Reply

    Trovo semplicemente VERGOGNOSO che NPI e scuola abbiano deciso senza prima sentire il tuo parere nel merito.
    E credo che dovresti davvero seguire il consiglio di skip-#53 e far valere per iscritto le tue ragioni, onde evitare che in futuro si comportino nello stesso identico modo.

  20. 25 settembre 2008
    Reply

    Anche se non posto continuo a seguire il tuo blog.
    Non è semplice essere madre…
    Comunque continua a scrivere tutto ciò che ti succede, è importante credo non solo per il tuo bambino o per te, ma anche per tanti altri. La grande conquista di internet è che l’informazione non è più filtrata. E nel tuo blog si imparano tante cose.
    Grazie

    Ele

  21. atrebor
    25 settembre 2008
    Reply

    Non ho titoli nè competenze specifiche per consigliarti, posso solo esprimerti (se permetti) la mia solidarietà e mandare un baciotto al cucciolotto e alla sorellina, e dirti: tieni duro!
    ;-) Fatti sentire, sempre e di più!

  22. simone
    26 settembre 2008
    Reply

    Forza, forza ed ancora forza!

    Con stima affetto e solidarietà.

    Simone

  23. petrescu
    26 settembre 2008
    Reply

    ciao black cat. non sono mai intervenuto perchè non conosco a fondo la situazione, ma ora mi sento di dire la mia dato che ho una laurea in psicologia (anche se per dire quello che sto per dire non serve uno psicologo) e qualcosa è venuta fuori. mi viene un dubbio…hai mai sentito parlare di PEI? te lo hanno mai fatto conoscere? il PEI va sviluppato con insegnanti, psicologi e genitori. visto quello che scrivi qui sembra che non ti avvisino nemmeno delle decisioni.

  24. 27 settembre 2008
    Reply

    ciao. ti faccioi complimenti per la bella testa che hai…per il modo che hai di affrontare la vita, i giorni, sei grande. Ti ho letta un po’, non tutta…ma un po’ alla volta cercherò di rifarmi e mettermi in pari perchè leggerti è bello e soprattutto apre gli occhi su quello che manca e su cosa si potrebbe tantare di fare per dare una mano a chi viene tagliato fuori per la comodità di certe teste dure….mi autocensuro. Anch’io faccio l’insegnante…i miei sono tutti ragazzi speciali: la mia lcasse è composta da 9 persona speciali e li adoro….davvero. Ho fatto fare loro gite che se ci ripenso mi do della disgraziata da sola…ma dovevi vedere la soddisfazione quando riuscivano ad arrivare alla fine di una camminata o in cima ad una montagna…che belli vederli così fieri di se stessi…Ce ne fossero di mamme come te…prudenti, attente e che non si fanno mettere i piedi in testa. brava…continua così. io continuo a leggerti…marilena

  25. fulvia
    27 settembre 2008
    Reply

    mah rimango di sasso …..
    ma come possono succedere certe cose?
    ma non pensano al bambino ???? hai un notevole sangue freddo, e te credo dirai tu, cosa si può fare? come ti possiamo aiutare? è questa la nostra società?
    che vergogna
    una grande bacio ad alexander

  26. 29 settembre 2008
    Reply

    cIAO bARBARA…HO LETTO LA TUA STORIA SU kATAWEB E SONO TROPPO INDIGNATA E….ZZATA PER PARLARE. POTREI SOLO URLARE!
    Inutile dire che hai fatto benissimo a fare casino, manda la notizia ai giornali, alle iene, li devono far sentire delle merde (quali sono) questi di Carrefour. Se per caso dovesse passarmi per la mente di andare a spendere anche solo un euro lì dentro…piuttosto mi taglio le mani. Saluta il tuo biondino speciale, che da grande sarà un meraviglioso, dolcissimo, bellissimo ragazzo. Credo di aver capito che sei una gattara come me…ma se già non l’hai fatto, fai crescere il tuo meraviglioso cucciolo anche con un cucciolo di cane…effetti sorprendenti!
    Ti abbraccio, ti sono vicina e…continua così, non mollare mai! Carrefour o chiunque ha il coraggio e la viltà di discriminare un bambino per qualsivoglia motivo (razza, religione, handicap o quant’altro) merita di fallire. Anzi, è già fallito!

  27. 29 settembre 2008
    Reply

    Barbara, sempre io. Ho trovato la tua intervista e ho fatto un copiaincolla sul mio FaceBook. In tanti lo vedranno, I miei amici sono giornalisti e scrittori. Spero serva ad aumentare, quantomeno, il numero degli indignati, qualche collega riprenderà la tua storia. Se ne deve parlare, la trovo una cosa gravissima, sono così nauseata e arrabbiata che mi è passato il sonno. Ti abbraccio ancora. E un bacio ai tuoi cuccioli, umani e felini.

  28. shenkerla
    29 settembre 2008
    Reply

    tu conosci tuo figlio meglio di chiunque altro, possibile che il tuo parere non venga tenuto conto in casi come questi? Boh.

  29. saramamy
    29 settembre 2008
    Reply

    Ciao. come tanti/e leggo solo oggi per la prima volta il tuo blog, quindi non conosco bene la situazione; ma mi chiedevo se esista da voi un’associazione e/o comitato dei genitori. Insomma, mi chedo se, a parte la solidarietà in rete tu abbia anche degli appoggi in carne ed ossa, di genitori i cui figli vadano a scuola con il tuo e che si incazzino con te….

  30. rossana
    30 settembre 2008
    Reply

    ciao, io diventerò mamma a febbraio
    sentire queste cose mi fa davvero incazzare
    sappi che non tutti sono così. una collega di mia madre ha un figlio 22enne ed un figlio autistico 16enne che viene trattato dal gfruppo degli amici del maggiore come uno di loro ( infatti lo è)

  31. 30 settembre 2008
    Reply

    Ma sono tutti scemi? Veramente, non ho parole, e ho le lacrime agli occhi.
    Ma se sulla mancanza di umanità, purtroppo, non si può fare molto, sulla mancanza di professionalità penso che si possa agire. Mi sembra pazzesco che nel 2008 si abbia ancora un approccio così dilettantesco all’handicap.

    Un saluto e – se posso permettermi – un abbraccio a te e al tuo splendido bimbo.

  32. vale
    1 ottobre 2008
    Reply

    Arrivo per la prima volta nel tuo blog, dopo aver letto la raccappriciante storia del carrefour.
    E’ possibile avere un indirizzo email della scuola? Vorrei dirgli quanto sono schifata!

  33. Tanit
    2 ottobre 2008
    Reply

    Ciao cara ho letto i tuoi post su Alex con curioso interesse, per svariati anni ho fatto la pedagogista e l’educatrice e mi rammarica vedere che si lotta ancora contro gli stessi mulini a vento. Se hai bisogno contattami senza indugio, per il resto posso solo dirti di continuare così, è triste da dirsi ma l’unico modo per ottenere qualche cosa in questo ambito è saperne sempre esattamente quanto o più di chi ci sta di fronte e soprattutto rompere le palle al mondo per i propri diritti

  34. 2 ottobre 2008
    Reply

    Indignata ma, purtroppo, per niente stupita! Parlo per esperienza personale e ti assicuro che l’unico modo per ottenere qualcosa (ridicolo dire questo, visto che stiamo parlando di DIRITTI UMANI!) è SPUTTANARLI! Sputtanali tutti! Comincia dal basso, parla con l’insegnante, parla col coordinatore di classe, parla con il Preside e se non basta con il Dirigente Scolastico! Parla e minaccia! E se non ti ascoltano, SPUTTANALI! Sui giornali, le radio locali…tutti i mezzi possibili! Perchè queste cose non DEVONO succedere MAI a nessun bambino! Empatizzo, vi abbraccio e, se posso, ti linko.

  35. 6 ottobre 2008
    Reply

    Ma che insegnanti ci sono a questo mondo..?? Ma veramente non si può… Ogniuto a diritto di percepire l’esterno come crede, nessun insegnante, nessun preside può fermare la vita di un bambino… spero utilizzi un po’ di rabbia contro l’atteggiamente di questi pseudo-insegnanti….

  36. rossella
    10 novembre 2008
    Reply

    Anche per me è un deja vu, nel senso che l’ho vissuto anch’io l’anno scorso e anche a me è andato il sangue alla testa e mi è venuta voglia di piangere, una volta a casa. Mio figlio non so, perchè grazie all’efficienza delle Sistema sanitario italiano ha frequentato il primo anno a tempo ridottissimo e senza sostegno (aveva due educatori qualche ora la settimana). Ho telefonato alla NPI per sapere cosa ne pensava, in realtà per sapere se il “merito” era suo, e non lo era, poi ho chiesto alle insegnanti di sezione chi lo aveva deciso: in pratica avevano chiesto alla educatrice (una pippettina) se se la sentiva. Figurarsi. All’uscita successiva mi hanno telefonato il giorno prima per chiedermi se ero disponibile ad accompagnarlo io e a quel punto non mi sono potuta tirare indietro (avrebbero pensato che non me la sentivo neanche io!!! In effetti mio figlio sa come darmi filo da torcere) e sai cosa ti dico? Gli altri bambini erano “invidiosi” perchè non c’era la loro mamma! Ecco la riscossa del mio piccolone!!!
    Quest’anno ha un’insegnnte valida e spero non ci saranno più problemi…
    Ps. noi ci siamo lanciati nell’esperienza ABA, anzi Cabas, perchè è l’unica che dà ai nostri figli la possibilità di imparare a comunicare. La logopedia in Italia non è pensata in quest’ottica. Un bacio al tuo piccolo e un grosso in bocca al lupo a te!

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