Disabili a tempo determinato. Solo ASL, astenersi perditempo.

Bene. L’invalidità totale è accertata.

La mia impossibilità ad un lavoro normale altrettanto.

Sino ad ora si è campati di indennità di frequenza e telelavoro.

Certo, sinchè Alexander è cominciato a migliorare, non lo si è tolto dal “centro di recupero” (peste li colga) e si è iniziata una terapia diversa, con risultati stupefacenti. Questo con estrema gioia di terapisti, parenti, amici.

Venerdì scorso mi reco all’Inps, ente erogante della indennità di frequenza per consegnare il solito modulo di dichiarazione di frequenza di Alexander a scuola e mi trovo una simpatica sorpresa.

“Signora, il Centro che avete scelto per le terapie riabilitative è un centro privato, quindi la pensione non verrà erogata per tutti i 12 mesi, ma solo per quelli di frequenza scolastica”

Si, perchè se avete un figlio disabile, da portare due volte alla settimana a fare terapia, per un totale di circa 500 km al mese, più visite, esami e altro, si arriva agli 800, beh, accertatevi di aver bisogno di un centro convenzionato o di diretta dipendenza ASL, altrimenti son cavoli vostri. Non solo non percepirete l’indennità da luglio a ottobre, ma dovrete anche restituire quella che vi hanno dato gli anni precedenti in quei mesi.

A questo punto mi sovvengono tre quesiti:

1) non era possibile comunicarmi già lo scorso anno che non mi spettava l’indennità, in modo tale che ora non mi ritroverei MILLEDUECENTO EURO DA RENDERE?

2) se non esistono centri pubblici dove venga utilizzato il metodo di psicomotricità, l’unico, che ha fatto progredire mio figlio, perchè io non ho diritto a farlo curare e beneficiare del supporto dello Stato, giacchè lo stesso non è organizzato per i nostri bisogni e io devo pagare altrove?

3) dove li trovo quei soldi ora?

Caso mai leggeste e aveste suggerimenti, ben grata sin da ora. Il mio profilo Linkedin con le competenze è questo, non mi spaventa il telelavoro, nè un eventuale part time in zona Milano Pavia. E comunque, grazie ancora Italia, perchè mi fai sentire sempre un pezzente che deve chiedere l’elemosina per avere qualcosa a cui tutti dovremmo aver diritto: assistenza e lavoro.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

4 Comments

  1. 3 settembre 2011
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    Una domanda: se l’invalidita’ totale e’ accertata, perche’ tuo figlio ha solo l’indennita’ di frequenza, che e’ effettivamente limitata ai soli mesi dell’anno scolastico, e non l’indennita’ di accompagnamento, che e’ un po’ meno misera e che soprattutto e’ erogata per dodici mesi?
    It, dopo la certificazione della 104, ha avuto l’indennita’ di frequenza, poi pero’ siamo riusciti (senza eccessivi problemi) a fargli riconoscere quella di accompagnamento). Se ti servono dettagli un po’ piu’ precisi, mandami una mail.

    • Black Cat
      6 settembre 2011
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      Grazie al tuo commento, Angelo, abbiamo cominciato oggi la trafila… Mi complimento con l’Inps che dal 2008 non ce lo aveva mai detto :S

  2. 5 settembre 2011
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    Ai fini pratici ti servirà a poco (vorrei poterti dare qualche dritta per il lavoro o poterti suggerire qualcosa, ma purtroppo non ne sono in grado… anche se per il futuro quella del telelavoro sarebbe un’opzione che interesserebbe molto anche me), ma volevo comunque scriverti che è uno schifo quello che ti è successo. A partire dal fatto che la scelta del centro dove far seguire tuo figlio non è stata una vera “scelta” (se solo lì può fare la terapia che gli serve, è più che altro un “obbligo” che sia lì che venga seguito!), per proseguire su tutti i cavilli e cavillini che s’inventano per non erogare le pensioni, per arrivare a quei 1200 € (eh certo, bruscolini sono! Io li vedo in un mese e mezzo di lavoro… per ora) che dovresti ridargli. Si son sbagliati? Che s’arrangino (lo so che non si può fare, lo so purtroppo)… errore loro, potevano pensarci prima: così avresti avuto meno casini pure tu, venendo avvisata “prima”. Utopia, eh?
    In bocca al lupo e un abbraccio!!

  3. 5 novembre 2011
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    E’ da un po’ che ti leggo e come papa’ continuo a commuovermi nel vedere con quanto coraggio e determinazione ti batti giorno dopo giorno per i tuoi figli.
    Anche se purtroppo in questo momento vivo all’estero e non vedo opportunità’ immediate per quanto riguarda il tele-lavoro, vorrei comunque poter fare qualcosa di concreto per voi.
    Non vorrei assolutamente offenderti, ma se fosse possibile, sarebbe davvero un piacere potervi dare una mano… non so, magari contribuendo ad un bel regalo di Natale per i tuoi bimbi.
    Scusa se mi sono permesso, e ti confesso che sono un po’ imbarazzato in questo momento, ma anche se non ci conosciamo, la tua storia mi ha davvero colpito e non ho voluto controllare razionalmente (come di solito si fa) l’impulso di fare qualcosa.
    Ti ho lasciato la mia e-mail, fammi sapere.
    In ogni caso, un grandissimo in bocca al lupo!! Continua a lottare, sei un fantastico esempio per i tuoi figli.

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