Don’t know what you got till it’s gone

E’ incredibile come da un evento apparentemente insensato e totalmente banale, si possano originare riflessioni che ti scuotono.

Oggi c’era il Gran Premio di Formula 1.
Io tifo McLaren Mercedes, si sa… la Stella ce l’ho nel cuore, non potrei fare altrimenti.
E’ finito bene, ero contenta. Era molto che non li vedevo sul podio, ero felice per il piccolo Raikkonen.
Erano ormai anni che la competitivita’ aveva lasciato totalmente il posto allo strapotere delle Ferrari, togliendo anche interesse al seguire le gare, rendendomele quasi soporifere.
Oggi pero’ mi mancava la persona con cui litigavo sempre, ogni domenica, il mio papa’.
Mi ricordo quanto litigavamo, quando la Ferrari vinceva e io mi chiudevo in stanza, o gli anni della Stella a tre punte quando gli giravo per casa con il cappellino di Hakkinen che aveva stracciato Michealino di mammozza sua.
Appena finita la replica volevo prendere il telefono… per chiamarlo.
Pero’ lui non c’e’.
E io ho un vuoto che non mi lascia in pace.

Dopo qualche secondo dalla fine, mi ha chiamata mia mamma, gioendo con me.
Ma quei trenta secondi in cui nessuna delle due ha parlato, hanno fatto sentire ad entrambe qualcosa che, mi spiace, non ho parole per descrivere.

Written by:

Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

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  1. meg
    6 marzo 2003
    Reply

    …via-via…prenditi asap una pausa lontano da tutto & tutti…anche se problemi e dispiaceri te li dovrai cmq smazzolare tu e se hai le spalle larghe, quando è troppo è troppo..:-((

    ..nel frattempo prova con il tuo rhum preferito – rigorosamente in buona compagnia – come liquido di contrasto x le flebo!!

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