Genitore di serie B

Quando ci si separa, si è consapevoli di ciò a cui si va incontro, delle difficoltà, dei problemi, dei sacrifici. Ma spesso non si calcolano le reazioni dei figli, involontarie o no.

La mia separazione è ormai molto pacifica, siamo due genitori ben allineati sull’educazione dei figli, e su come comportarci con loro. Quello che segue è solo una mia paranoia personale, che ben dista dal criticare il mio ex marito.

Io sto con i bambini dalla domenica sera al giovedì sera della settimana dopo, cioè undici giorni, il mio ex marito i seguenti tre, e via dicendo. Questo perchè sino a fine del prossimo anno lavorerà all’estero.

Questo vuol dire che io sono il genitore di serie B.

Quello che dalla mattina alla sera deve: lavorare, pulire, cucinare, portarli a scuola, portarli dal medico, fargli fare i compiti, le cose noiose, trascinarli qua e là, dargli le medicine, lavorare, pulire e cucinare. Senza contare che, avendo i bambini praticamente 11 giorni su 14, l’unico lavoro che posso fare è un telelavoro. E questo mi preclude, oltre a molte notti di sonno, dovendoli seguire di giorno, di poterli portare a fare gite ed altro, vista la situazione economica.

Il papà invece può farlo, li tiene il weekend, in cui non si lavora, non si va a scuola e non si fa altro che riposarsi, giocare e andare in giro. I bambini quindi non si annoiano, si divertono e basta.

Mi son bastate queste vacanze, a capire ciò che può e non si può chiedere ai bambini.

Che capiscano i sacrifici. Che capiscano che mamma più di così non può. Che solo uno dei due genitori può andare a lavorare, che Alexander alla fine dei conti non lo tiene nessun altro che noi. Ma mamma è solo una povera pazza nervosa, che sta al pc ogni tanto. Che non li porta al mare se non due o tre giorni l’anno. Che deve pulire e stirare sennò la casa diventa un manicomio e magari non può giocare con loro tutto il tempo. Quindi papà manca, perchè con lui ci si diverte. Mamma no, tanto è sempre lì, e con lei si fanno una marea di cose noiose oltre ad avere numerose regole.

I bambini non posso capire, forse capiranno. O forse no.

Certo è che la mia coscienza a posto non mi risparmia pianti ogni due per tre e un enorme, soffocante, senso di inadeguatezza.

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