Immedesimati

Con gli anni ho capito che mio figlio ha passato più di metà della sua esistenza in un mondo parallelo, da cui poco a poco sta emergendo.
Il segreto per convincerlo a tornare “con me” è stato immedesimarmi nel suo mondo. Così ogni tanto faccio e vivo quello che fa lui, mi perdo con lo sguardo nel vuoto, ascolto un rumore provocato da un filo, osservo minuziosamente particolari che assolutamente avrei tralasciato.
Sono affascinata dal suo mondo, che a modo mio sono più autistica di lui. Io che ho il negozio a detta dei clienti “di un ordine imbarazzante”, che metto tutti gli attaccapanni uguali e tutti girati nello stesso senso, con tutte le taglie in ordine di grandezza, sono più in fissa di lui.
Non ci posso far niente, sono immersa nel suo mondo ogni volta che lo guardo. Ho imparato a capire cosa gli dà fastidio e cosa lo fa impazzire di gioia, semplicemente mettendomi nei suoi panni.
La cosa che non ho mai capito sino a ieri, era che il fatto di vivere in un mondo diverso e a dir poco migliore, evitando le cose negative per fare solo le positive, non gli ha impedito di vivere anche il mio di mondo. E con esso, di soffrire per tutto ciò per cui soffrivo io.
Nessuna gratificazione, nessun gesto ripetitivo può evitargli di vivere con e come me.
Ieri Alexander ha fatto il primo “gioco interpretativo” al centro dove è seguito.
Con una serie di pupazzetti di carta fatti ad hoc ha ricomposto la sua famiglia.
Ha messo una mamma grande, un bambino biondo e una bambina vestita di rosa che gattona tutti vicini.
Poi ha preso un uomo grande e lo ha messo lontano lontano.
E poi ha buttato tutto per aria e si è messo a piangere.
Avrei preferito non saperlo.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

14 Comments

  1. 20 marzo 2009
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    Piccolo amore, manca tanto anche a lui. Tenete duro, siete una famiglia meravigliosa, arriverà presto il giorno in cui sarete tutti insieme! :)

  2. Selene
    20 marzo 2009
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    Ti posso dire una cosa?
    A qualsiasi bambino mancherebbe il papà, se fosse sempre lontano per lavoro. E ogni mamma soffre per la situazione che si crea.
    Babbè, le mamme con una coscienza, si intende.
    Coccolalo tanto, te lo ha fatto capire.. tocca a te sopperire :)

  3. 20 marzo 2009
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    il dolore dei nostri figli ci lascia con le ossa rotte e disarmate. Che dire… non ci sono parole utili, solo, ti capisco, e tanto.
    Ti abbraccio forte

  4. 21 marzo 2009
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    ..ke troppa voglia di abbracciarvi!

  5. 21 marzo 2009
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    Ti leggo sempre e mi chiedo se l’ammirazione nei tuoi confronti possa essere o meno di conforto. Nel mio caso c’è verso di te e verso il modo in cui affronti le cose e ce le racconti. Secondo me i bambini affrontano il dolore a modo loro e lo superano. Siamo noi grandi che lo coviamo come le uova e lo facciamo diventare gigante. Non è un male vivere immedesimandosi in un bambino, che sia speciale o meno, perchè sono sempre migliori di noi.
    Baci
    Luisa

  6. Black Cat
    21 marzo 2009
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    Beh,gli abbracci,la comprensione, le parole gentili fanno bene sempre. Vi ringrazio davvero moltissimo per tutte quelle che mi lasciate in queste pagine :*

  7. 24 marzo 2009
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    Fa male saperlo ma è bellissimo che lui si esprima. Un abbraccio a tutti voi

  8. doggy
    24 marzo 2009
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    scusate, posso fare una domanda impertinente?
    tu lo sai, il bimbo lo sa….ma il padre? lo sa? e…?

  9. Black Cat
    24 marzo 2009
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    Che domande, lo sa ed è via per lavoro, mica può chiedere la disoccupazione…

  10. Rossella
    26 marzo 2009
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    Mi piacerebbe tanto potervelo dare per davvero un abbraccio grandissimo…

  11. erica
    27 marzo 2009
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    Ti posso assicurare che i genitori si sentono in colpa SEMPRE, a prescindere dalla vicinanza/lontananza dai pripri figli. Ti abbraccio SEI GRANDE, pensa che tuo figlio sta iniziando a comunicare ed una cosa stupenda.Ti sono vicina, Erica

  12. 27 marzo 2009
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    purtroppo concordo con Erica. è quasi impossibile non provare sensi di colpa in ogni occasione in cui ci si deve allontanare un po’ dai propri pargoli, per lavoro, svago, obblighi…
    e mia figlia c’ha solo 8 mesi…

  13. 22 maggio 2009
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    E’ difficle immedesimarci nel mondo dei nostri figli, vivere quello che vivono loro. Bravo, bravissimo quel genitore che vi riesce. Mi addolora sapere che il piccolo alex percepisca la lontananza del suo papà… io mi chiedo molto molto spesso come vivano i miei bambini i momenti in cui sono via (per lavoro sia chiaro) ma la risposta la conosco perfettamente e mi addolora. Ma non so cosa farci. Cerco di non farmi soppraffare dai sensi di colpa e di sfruttare ogni minutosecondo che la vita mi regala con loro nel migliore dei modi… spesso ci riesco, a volte no.

  14. 29 novembre 2010
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    sono capitato qui per caso, questo post e’ bellissimo, ho rischiato di piangerci un paio di volte.

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