Insuccesso o presa di coscienza?


Per la prima volta in vita mia oggi ho rifiutato una fornitura certa.
Cliente strasicuro, con un’idea ben definita e delineata, un lavoro senza imprevisti, ma gli ho detto di no.
Ho appena inviato il fax di rinuncia incarico.
Non ho la forza di garantirgli lo standard che si merita, l’attenzione dovuta ad un cliente, la ricerca mirata del bene richiesto, in tempo breve ed alle migliori condizioni.
E nonostante il guadagno certo ho detto NO. Perchè rischiavo troppo di deludere le sue aspettative.
Mi manca il tempo sufficiente, le energie necessarie, la concentrazione…non sono io ultimamente, troppi problemi.E tutti grandi.
Non so…sono ancora combattuta tra il sentirmi fiera di aver riconosciuto un mio limite (sembrerebbe normale, ma troppe volte ci si sopravvaluta) e il sentirmi un po’ cogliona per aver evitato un rischio che mi avrebbe potuto portare un buon guadagno.
Ne ho parlato con una persona che stimo…mi ha fatto propendere più per la prima ipotesi, a conti fatti sarebbe stato peggio se, seppur sapendo di non poter rispettare uno standard di qualità atteso e di diritto, avessi fatto un flop per il vile Dio Denaro.
La gatta più povera ma orgogliosa di sè.

Written by:

Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

2 Comments

  1. 27 gennaio 2003
    Reply

    Dopo al telefono ti indico la corretta pronuncia :zzz: Ehi! psss … ti vien mica voglia di fare le capriole ? :)

  2. Paco
    9 aprile 2007
    Reply

    La gatta più povera ma orgogliosa di sè.

    Grande! Sei un mito! =d>

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