Just three

Tre anni fa, a quest’ora, mi avevano appena staccato le flebo, fatta l’ultima dose di cortisone e cacciata a camminare nel corridoio.
Stanca, oltre un quintale di balena che camminava nel reparto maternità, ero fisicamente e psicologicamente a pezzi.
A un certo punto sentii un dolore in basso, zona ileo per intenderci, come se mi fosse caduta un’incudine da cinquanta chili in zone un pelino delicate. In mezzo al reparto mi misi a urlare “Epiduraleeeeeeeeeeeee” nonostante fosse passata la mezzanotte, con la stessa tonalità della Callas dei tempi d’oro, e calando giù una sequenza di bestemmie con la medesima faccina distinta di Linda Blair. Dopo mezz’ora caddi addormentata manco fossi in un bosco, e alle cinque e mezzo, o giù di lì, l’ostetrica mi svegliò “Barbara, ecco, se ti svegli e dai una spinta, ci sarebbe già fuori la testa”.

Questo ricordo del mio parto. Dei miei dieci giorni di ospedale in cui mi han fatto stramaledire la sanità perchè continuavo a dire che oh, avevo la bronchite, no è tachicardia signora, col cavolo, son soccorritore, ho imparato a distinguerle sugli altri, si figuri su di me, e giù monitor cardiaci, ossigeno, cortisone, antibiotici. Dieci chili in dieci giorni di gonfiore da medicinali e poi quella faccina da belvetta che mi guardava con gli occhi sgranati come se mi dicesse “mamma, va che faccia da pirla che hai”.

E son tre anni che la amo di più ogni giorno che passa, che la vedo cambiare, crescere, bruciare le tappe in ogni cosa anche se tutti fanno di tutto per farla rallentare. E la vedo sempre più maledettamente simile a me. Con tutte le sue paure ed i suoi difetti è l’essere più forte e straordinario che abbia mai visto sulla terra.

Domani sarà una giornata indimenticabile per lei, una festa grandiosa, a tema, con giochi, musica, cibo e amici. Voglio che si senta davvero la principessa dell’universo, mio e suo. Voglio che non abbia mai insicurezze, nè rimpianti, nè sia intaccata dalla tristezza. La vita le ha già fatto conoscere cose che magari sarebbe stato meglio non vedere mai, la malattia dei tuoi cari, la sofferenza, il pianto. Solo rose e fiori ora voglio per la mia bambina. E poco conta tutto il resto. Lei è il mio mondo, la mia gioia, il mio presente ed il mio futuro. Auguri piccola Chiara.

Written by:

Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

6 Comments

  1. 10 dicembre 2010
    Reply

    Tre è il numero perfetto. Tre anni è quando si comincia a contestare, discutere, pensare, esplorare i propri confini e quelli degli altri. I terribili, turbolenti, bellissimimi tre anni di un bimba estroversa e intelligente, aperta agli altri, spigliata e spiritosa. Che la vita sia piena di meraviglie per te, piccola Chiara. E un abbraccio a tutta la famiglia. Vi aspettiamo, io Jacopo e Massimo.

  2. 10 dicembre 2010
    Reply

    Augurissimi alla piccola Chiara!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *