La capacita’ di chiedere scusa

Quante volte si sbaglia? Personalmente almeno tre volte al giorno…
Certo che prendere in considerazione l’idea di chiedere venia per i propri errori non e’ cosa comune. E anche difficile tra l’altro!
Sono rimasta ancora sgomenta dalla dottoressa che mi ha chiuso il telefono in faccia alla mia prima rimostranza per un SUO clamoroso errore. Si fosse scusata, probabilmente, avrei soprassieduto e avrei continuato a considerarla la mia referente.
Invece no.
Per tanti e’ meglio fare la parte dell’incazzato e pretendere di avere ragione di fronte a un’evidenza che afferma tutto il contrario.
Mi sono a questo proposito auto-impartita una lezione sull’umilta’. E vi spiego brevemente come.
Qualcuno sa che sono in lotta da quando mi sono trasferita due anni fa in questa casa, con una bestia di cantante lirica da strapazzo che canta da mane a sera facendo vocalizzi improponibile che mi fanno venire parecchi dubbi sulle sue millantate doti.
Le ho mandato vigili urbani, polizia, ora ho scritto all’A.R.P.A. ma sembra che, se il suo volume mi consente di sentire la televisione, io non posso lamentarmi di convivere 8 ore al giorno con l’emula della Callas.
Per non sentire la tv, certo, dovrei avere un 767 sul balcone, ma questo le pubbliche amministrazioni lo ritengono evidentemente possibile.
Bah, ormai anche Tony ha cominciato dopo i miei improperi, a lanciarle bestemmie varie in lingua zeneise, ma la sciura non demorde: “E’ il mio lavoro ha risposto alle mie denuncie… Ok, da domani io collaudo amplificatori per concerti rock.
Pero’ qualcosa di divino c’e’, e sabato ne ho avuto le prove…
Ho chiuso nella serranda del mio box, la macchina di suo fratello, distruggendogli una parte posteriore.
Mi veniva troppo da ridere, perche’ il danno l’ho fatto inconsciamente e involontariamente, avendo premuto il telecomando da dentro l’ascensore senza visibilita’ alcuna, e il tipo, degno fratello sveglio, si era parcheggiato con l’auto non si sa perche’, davanti a una porta automatica che presumibilmente si poteva aprire in ogni momento.
Potevo discutere, menargliela con sua sorella, far tante cose, anche perche’ con Tony a fianco volevo vedere se aveva il coraggio di dire qualcosa. Invece gli ho chiesto scusa e gli ho dato il mio bigliettino da visita, offrendomi di pagargli i danni causati.
Son stata civile, incredibile…
Vabbe’, vi dico la verita’… ho avuto pena, che lui la Callas ce l’ha DAVVERO in casa!

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