La netturbina con il filo di perle

Quanto è (a)vari(at)o il mondo…

Stamattina come sempre, ho accompagnato il mio piccolo al nido. Lasciatolo un po’ recalcitrante con le maestre, sono uscita di corsa, tutta trafelata. Il telefonino che mi squillava in fondo alla borsa, cercavo con una mano le chiavi dell’auto nelle tasche profonde quanto la fossa delle Marianne, e con l’altra la prima sigaretta del mattino.

Temo mi sia caduta una microcarta della golia, magari inceppatasi nel portachiavi senza che me ne accorgessi. Fatto sta che da dietro mi sento urlare:

“E allora! Ci sono i cestini per le cartacce! Qui siamo gente pulita ed educata!”

Mi giro e vedo la mamma di E., una bambina che, tanto quanto la genitrice, ha l’appeal e l’aspetto di un tomino affumicato andato a male da sei mesi. L’unica mamma che viene al nido con una collezione di anelli che nemmeno Tiffany negli ultimi sei anni, collo di zibellino che ostenta tronfio sulla giacca lunga sino alle caviglie, tacchi a spillo e borsa di Gucci. Tutto su una faccia cosparsa di cerone e trucco alla Orfei.

“Mi scusi, ho tirato fuori le chiavi dalla tasca e non me ne devo essere accorta”

Questa mi guarda con disprezzo.

“Si, certo, si dice sempre così. Intanto ci sono fior di lavatrici e frigoriferi abbandonati lungo la statale”

Cane boia. Mi viene la permanente istantanea. Lo sguardo si trasforma in una pistola che manda azoto liquido a 15 bar. La squadro da capo a piedi.

“Sai, IO, non ho l’aria da barbona, e non ho bisogno di vestirmi con lo stipendio di dieci anni di tutte le persone che lavorano nel nido dove porti tua figlia, per darmi una parvenza di elegante e di pulito. Tu si.”

Troia.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

6 Comments

  1. 5 marzo 2007
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    Ti ammiro. In questi casi, io mi limito a rimanere di sasso e rosicare per il resto della giornata, immaginandomi le risposte sferzanti che avrei potuto dare.
    Non è timidezza: è che proprio lì per lì non mi viene niente da dire, e mi morderei le mani.
    Un bacione ad Alexander
    Chiara

  2. gaspare
    5 marzo 2007
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    dovevi prenderla a testate.

  3. lalaura
    7 marzo 2007
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    la prossima volta che devi buttare un frigo o una lavastoviglie, non lo gettare lungo la statale, dai… mettiglielo appiccicato alla porta di casa

  4. Black Cat
    8 marzo 2007
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    Gas, LaLaura, come avete ragione, è che son troppo buona :D
    Chiara, vedrai che con il passare del tempo e il crescere della piccola, anche tu acquisterai la velocità fulminea che solo i figli ci sanno dare :))

    Oggi, BTW, l’ho ribeccata mentre entravo al nido con Alexander. Lei tutta sorridente mi ha augurato Buongiorno, e io secca un Ciao. Poi mi sono girata a guardarla…
    Allora, ha una macchina di 15 anni con la marmitta che tocca l’asfalto, aveva su un tailleur nero, sicuramente firmato, ma pieno di peli bianchi di cane che le pendevano persino dall’orlo della minigonna, le scarpe, Prada, erano consumatissime in punta, come quelle che si mettono ai bambini per giocare in giardino. E soprattutto, io sarò anche una barbona, ma non lascio un bambino da solo in macchina mentre accompagno l’altra al nido, idiota.:-w

  5. lalaura
    9 marzo 2007
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    le volte in cui porto la “grande” al nido, la “piccola” sta nel marsupio: hai presente come è bello svestire e cambiar le scarpe a una “grande” di 16 kg, con una “piccola” di 7 nel marsupio? ma piuttosto che mollarla fuori… e comunque dì alla spazzina che si comprasse qualche abituccio firmato su y..x, che fan sempre sconti..

  6. 9 marzo 2007
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    La lingua ferisce più della spada. Eccellente. Semplicemente eccellente.

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