La porta

Leggevo una discussione sulle Relazioni d’Appoggio, un particolare tipo di personal relation perseguita per “ingannare il tempo” tra una storia seria e l’altra..

Si parlava di porte, porte chiuse, sbattute, porte che noi chiudiamo o che ci vengono chiuse. E’ un eufemismo particolare la porta. Non c’è porta invalicabile. Basta chiederlo ai ladri che in questo periodo natalizio specialmente, fanno bottini di gran lusso a depredare gli appartamenti in città. Ma quale lusso più sfrenato di quello che noi abbiamo nell’anima?E quella porta come la proteggiamo? Io sono la prima che ha sempre avuto all’entrata una porticina smilza smilza, fatta di legno ormai tarlato e facile da aprire anche senza chiave. Ma perchè?Semplice, perchè sono fondamentalmente buona ed ingenua, o meglio, lo ero. Ho capito che non bisogna concedere la fiducia e le chiavi del proprio io al primo che ci accondiscende in maniera simil-innamorata. A tutto bisogna dare un peso maggiore, prima di “aprire” quella porta. Perchè poi, dopo, chiuderla fa un male pazzesco. Lascia rimorsi, rimpianti, dubbi, amarezza, anche se poi chiuderla era quello che volevi fare. Ancor più se la relazione non era affatto delle sopracitate. Ma le relazioni d’appoggio no, non ci sono portata, non le concepisco, non le ammetto, le odio. Perchè fare del male a chi inconsapevole confida in noi? Nel 99% dei casi, uno dei due si innamora sempre, e noi per una scopata facciamo soffrire qualcuno….ci sarebbe da rifletterci parecchio.

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