La tecnologia che (non) ci aiuta

Era da un po’ che volevo parlare di tecnologia ed elettronica.

Avendo a che fare con i clienti direttamente, per la maggior parte delle volte oltre alle mie esperienze, mi tocca sorbire ogni singola seccatura che le persone si portano appresso con le loro macchine.
Antefatto. Io odio le gestioni elettroniche a scapito di quelle meccaniche, in tutto. Nella sicurezza attiva e passiva, nella marcia regolare e in quella estrema, nelle auto e nelle moto. Il problema è che mentre con le due ruote ti puoi ancora scegliere un modello da aggiustare con un cacciavite e una brugola, non esiste a tutt’oggi macchina, escluse quelle nei kit in scatola da montare, che non sia gestita da centraline.
Ti capita così che una guarnizione che isola la mandata dell’aria dei freni di un bolide da 360cv sia crepata, e quando freni invece di fermarti, se sei vicina a un muro ti ci spalmi sopra, che il sistema di emergenza non ha fatto in tempo a entrare.
O che una centralina AAM rifiuti di collegarsi alla tua chiave (nuova, acquistata dieci giorni prima) e resti chiuso fuori da un’auto targata solo tre mesi prima con la solita attenuante che puoi azionare l’apertura manuale spaccando un finestrino (sì, ti si è rotto il tappino che chiude la serratura meccanica, mentre tentavi di staccarlo…)
Magari ti capita che sei un noleggiatore, che cambia auto ogni due o tre anni, e quella nuova ti ovalizza i dischi freni ogni 4.000 km perchè la centralina di un complesso sistema di sospensioni autoadattanti chiude i pistoncini in maniera irregolare e scomposta.

Ricambi certificati. Marchio europeo.
Quando li apri, nella loro scatola dove risultano tutti i simboli di controllo qualità fatto anche sulla trisavola dell’imballatore del magazzino spedizioni, peccato ci vedi un “Made in Mexico” o, se ti va bene un “Made in Indonesia”.

A me questa cosa comincia a infastidire, che ci sono persone esasperate che vengono da me, dai colleghi di altre marche, da ogni singolo centro di assistenza post-vendita.
Persone alla ultima goccia del vaso di Pandora, che restano ferme sotto il sole cocente con una famiglia caricata sulla nuova auto, sinonimo di qualità, prestigio, confort. Mercedes, BMW, Audi, Volkswagen, Porsche. Siamo TUTTI nella stessa barca, tutti.

Perchè, chi, quando si è deciso di esternalizzare tutta la produzione della componentistica del mercato automobilistico, senza per altro ridurre di un cazzo il prezzo del bene finale, dando una bella diminuzione verso il basso della qualità del prodotto?

E’ indegno un trend simile. Per chi compra, per chi tenta di vendere basandosi su princìpi che vorrebbe veder rispettati dalla propria Casa, per chi, come me, si occupa di un cliente scontento che vaga, da una parrocchia all’altra, tentando di imbroccare la meno peggio delle strade. Ancora da trovare, tra l’altro.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

13 Comments

  1. Shameless
    24 Giugno 2005
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    Quando ti dicevo che, oramai, italiane e tedesche non c’è differenza…
    Non esiste più il BMW o la MERCEDES che ti fa 150.000 km solo facendo i tagliandi, o se capita è culo. Io con le macchine italiane li ho sempre fatti, e mi vien da ridere quando sento parlare della “qualità tedesca”.
    Ho una Clio, ma rimango alfista (mica per niente son venditore, un “uomo chiamatocontratto”! :D )

  2. gaspare
    24 Giugno 2005
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    hai tutta la mia comprensione…però nella lista che hai fatto, manca la ferrari….mitica auto..

  3. Black Cat
    24 Giugno 2005
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    La Ferrari non è una macchina di consumo, Gaspare… e se ti snocciolassi i problemi che dal 512TR in poi si sono avuti per surriscaldamento delle bancate (soprattutto la destra) ti garantisco che rabbrividiresti.

    E per la Alfa abbiamo l’impianto dei cablaggi. E per la Fiat i cambi…

    Ragazzi, non c’è qualità tedesca, francese o italiana, le industrie di componentistica son tre o quattro e riforniscono TUTTI.

  4. Shameless
    27 Giugno 2005
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    Ma va? ;)

  5. Skylark
    27 Giugno 2005
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    Conosci qualche marca affidabile di triciclo?

  6. British Bulldog
    28 Giugno 2005
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    ma si puo sempre comprare Giapponese o Coreano in questo caso mi sembra

  7. Skylark
    29 Giugno 2005
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    Comprare giapponese non aiuta. Ho una Nissan Primera: una volta mi si è spento tutto per un guasto al sistema di controllo elettronico. Sono rimasto fermo in mezzo al raccordo anulare, ocn le macchine che mi sfrecciavano intorno a 140 all’ora. Ho rischiato la pelle.
    E non è stato un caso: dopo 2 mesi la Nissan mi ha scritto per segnalarmi che la mia macchina poteva avere quel problema.

  8. British Bulldog
    29 Giugno 2005
    Reply

    a questo punto ,,, dopo cio scritto da skylark temo vi rimanga solo una possibilita per avere una macchina al 100% affidabile ,che non dia di questi problemi ovvero

    Questa

    non per nulla la vera Regina dele Auto

  9. Black Cat
    29 Giugno 2005
    Reply

    BB, piuttosto di una Rolls, io vado con i mezzi Già mal tollero la tracotanza delle macchine inglesi, compresa la Rover che gronda radica da ogni dove, figurati se salgo su un armadio con quattro ruote circondato da pareti di alluminio :P

  10. British Bulldog
    30 Giugno 2005
    Reply

    curioso io invece ,se guidassi,, ,, impazzirei pur di avere un ASTON MARTIN

  11. British Bulldog
    1 Luglio 2005
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    perche tracottanza poi ..io trovo che le Auto Inglesi abbiano uno stile e una classe irragiungibili sia da parte delle auto nipponiche sia da parte di quelle Continentali,,, ,,,

  12. Alex
    9 Novembre 2005
    Reply

    Ho una Rover da 4 una 214 Si problemi me ne ha dati tanti , i ricambi constano cari ( li pago in sterline) però posso dire che non smette di piacermi .
    anche se probabilmente la prossima sarà tedesca ! ( dai non dite che non ci sono differenze , si vede che sono krukki anche solo dagli interni hanno degli accorgimenti che ti fanno pensare che siano un poco + avanti )

  13. tiramiilpiede
    21 Dicembre 2008
    Reply

    io sono un meccanico e son tutte pezzi di ferro che girano e girano e girano finche’ non schioppano| vivo di questo io.

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