Le rane dalla bocca larga.

Scuola, ore 12.30.

“Scusa, sei tu la mamma di Alexander?”

“Si, certo, perchè?”

“Ma lui al mercoledì esce sempre alle 12?”

“Si, dobbiamo andare a Pavia a fare terapia riabilitativa e comunque non fa i pomeriggi…”

“Ah, allora fa terapia…”

Ve la faccio breve. Mercoledì 26 ottobre alle 18.10, durante una riunione dei genitori a scuola, il figlio di questa ragazza è stato massacrato di botte, hanno dovuto chiamare l’ambulanza e dargli dei punti. Lui con trauma cranico e shock non ricorda nulla, nessuno ha visto niente, ma le illazioni di un gruppo di merde che identificherò hanno detto che era colpa di mio figlio.

Il capro espiatorio, l’unico che non si può difendere. Perchè eravamo fuori dall’orario scolastico, la direzione dice di non poter fare nulla… ma io si, e domani non la passano impuniti. Che dare la colpa a un’altra persona dei propri misfatti è già da merde, fare illazioni sulle sue terapie individuali è da stronzi, e non si devono nemmeno permettere. Dire che sono furente è poco. Questa è la scuola pubblica, questi sono i genitori delle generazioni future.

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8 Comments on “Le rane dalla bocca larga.”

  1. Che cosa pensano di tirar fuori dai propri figli addossando le loro colpe a chi non c’è e soprattutto non è in grado di difendersi?
    E la mamma del bimbo picchiato com’è rimasta scoprendo che Alex non c’entra assolutamente niente? Non vuole anche lei andar in fondo a questa vicenda?

  2. non ho parole…
    cosa vuol dire fuori orario scolastico?se è accaduto dentro il cancello se non mi sbaglio devono comunque rispondere, sono responsabili loro, oppure no?
    non fargliela passare perchè è davvero una vergogna!!

    ma a quella mamma è bastato avere un fantomatico capo espiatorio, al posto di sapere la verità e ribaltare quella direttrice ?????

  3. Ho fatto chiarezza. I genitori alla riunione avevano il divieto di portare i bambini, essendo la scuola formalmente chiusa e quindi non presidiata. Solo che molti hanno lasciato liberi nei corridoi i figli. E, la tristezza, la guerra tra poveri… i genitori dell’altro bambino col sostegno, anche lui libero nei corridoi, hanno messo in giro la voce. Sono disgustata.

  4. Sai che ho pensato leggendo il tuo commento?
    Mi sono detta: “ma guarda che genitori merde! Cosa pensano? Che mettendo in cattiva luce Alexander il loro pargolo faccia + bella figura?”
    Ma siamo matti?
    Ma io non mi meraviglio che le persone si comportino in un certo modo se genitori del genere, con un figlio che necessita di sostegno, vedono nel loro figlio qualcosa di “negativo” tanto da voler mettere in cattiva luce un altro bimbo che, anche lui, ha bisogno di sostegno, solo per far apparire migliore il proprio figlio.
    Ma che schifo.
    Che schifo Gatta, che schifo.
    Minchia te lo giuro, io andrei ad appiccicarli alla parete, ‘sti stronzi!
    (Scusa i francesismi!)

  5. Sono senza parole… E’ già abbastanza uno schifo che abbiano tentato di addossare la colpa a qualcun altro, il fatto poi che ci sia questa cosa della necessità di “sostegno” in comune per entrambi i bambini rende questo tentativo di scaricare responsabilità ancora più odioso.
    Il punto è che a questo punto io la terapia di sostegno la farei fare a sti due genitori: ho paura che ne abbiano più bisogno loro del figlio…

    1. Più che la necessità delle telecamere a parere mio dimostra la necessità di un test attitudinale piuttosto accurato prima di diventare genitori.
      Non mi spiego perchè, per adottare un bambino, ci siano test su test, colloqui, analisi ecc, e poi venga permesso a certe teste di minchia di procrearre in libertà…

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