Liberamente tratto…

dal Rifugio, il post della peculiare Sindrome di Fido :-)

No, tranquilli, non è una discussione sull’ultima dissenteria canina.

La Sindrome di Fido a.k.a. S.F. ™® colpisce indistintamente uomini e donne, non risparmia nessuno.
E’ una malattia molto triste, soprattutto per chi dall’esterno osserva i malati. Affligge, solitamente, la parte debole di un anello relazionale, in taluni casi sporadici anche persone extra rapporto.
L’esempio tipico dell’uomo “servo della gleba” è una delle sue manifestazioni più lampanti.
Tuttavia il ceppo più sibillino della malattia è quello conclamato nei casi di Troia impenitentis , nome similsuino, in realtà correlato alla peggior specie di donne esistenti al mondo, chiaramente sovrapponibili al Puttanier impenitentis , la controparte maschile.
Ma torniamo a soffermarci sull’universo rosa.
La malata, affetta da S.F. ™®, insegue senza tregua, apertamente o in maniera viscida e tipicamente “sotterranea” il malcapitato oggetto del desiderio, totalmente noncurante della reazione suscitata, sia essa negativa o positiva. L’aspetto della tapina è a dir poco vomitevole, se non comico a tratti, ed oltremodo patetico. Scodinzola, mostrando le terga incessantemente, pregna di sicurezza malcelata alternata a crisi esistenziali concomitanti alla parvenza di rifiuto, alla sfrenata ricerca di un rapporto, sessuale o meramente riproduttivo, con il suo obiettivo ossessivo.
Ci sono diversi metodi di cura a tuttoggi collaudati con ottimo esito, nonostante alcune controindicazioni che elencherò di seguito:
– Metodo invasivo : comporta in parecchi casi la reclusione immediata del “medico curante”. Di solito viene invocato a gran voce dal malcapitato/a target del malato e consiste nella sua totale eliminazione dal pianeta. Di sicuro successo, malgrado i rischi elevatissimi, è troppo poco praticato.
– Metodo elusivo : assolutamente senza controindicazioni se non, in sporadici casi, il tentato suicidio o l’esaurimento nervoso del malato/a. Consiste nell’elusione delle pressanti richieste dello stesso malato/a, adducendo scuse più o meno puerili per giustificare il rifiuto.
– Metodo coercitivo : di sicuro successo, senza controindicazione alcuna, viene attuato da una terza parte che fa realizzare al malato/a la sua patetica ed idiota condizione spronandolo a non commettere più lo stesso errore con altri individui. Da utilizzare solo con individui pensanti, dotati di più di due neuroni e non in crisi ormonal-riproduttiva.
– Metodo costrittivo : immediata reclusione del soggetto in ospedale psichiatrico dopo adeguata denuncia alle autorità sanitarie competenti. La cura è lasciata a totale discrezione del medico curante dell’Istituto che ospita il malato/a.

Resto a disposizione per chiarimenti e consigli.
Parlate anche voi delle vostre esperienze, tutto un domani potrà essere utile alla nostra adorata comunità virtuale.
Con auguri di sano rinsavimento,
la vostra
Dott.ssa Black Cat

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