No pain no gain

Mi avevano detto che con il passare del tempo sarebbe pesato di meno.
Col cazzo.
Oggi poi era come un macigno sul cuore, insopportabile, vederlo che si girava a sorridermi mentre andava via.
Un bambino che stava in un mondo suo per la gran parte del tempo, ora è il mio miglior aiuto in cucina, il mio dispensatore di coccole se mi metto sul divano con il viso corrucciato, l’uomo volante che ti si tuffa in mezzo al lettone alle tre di notte.
Non ero abituata a tanto coinvolgimento, a tanta condivisione. E farla finire, per essere lì entro le 18 che poi lui si prepara per la cena con i compagni, mi pesa sempre di più.
Lo vorrei per qualche giorno, portarlo in giro, fargli vedere posti e cose che ora vedrebbe sicuramente con un ottica diversa. Ma non posso, una notte a settimana, divisa tra me ed il padre, vuole dire 24 ore ogni 15 giorni.
Ma mi bastano, per vedere la quantità di progressi che il suo percorso sta portando, le piccole cose che agli occhi di un genitore di bambino speciale sono come il 10+ preso a scuola dei nostri tempi. Mi basta sapere che il percorso che sta facendo è quello giusto, che lo fa con piacere, sorridendo anche quando ci salutiamo perchè sa che tanto poi dopo un po’ di giorni torno.
Ma non basta per non scoppiare a piangere appena entro in macchina, per restare una giornata col magone perchè guardo nello specchio negli 80km del ritorno e non vedo più il suo sorriso ed i suoi occhi che cercano i miei.
Soffro, soffro e soffro. Sempre di più. E se davvero tutto questo porterà ad una vita migliore per tutti, beh, figlio mio, si salvi chi può che arriviamo, insieme e sempre.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

4 Comments

  1. chiara
    24 marzo 2013
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    Mi hai fatta piangere, ecco !!!!

  2. 25 marzo 2013
    Reply

    Ti abbraccio forte. Posso solo vagamente immaginare cosa provi …

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