Orgoglio di donna

E’ qualche giorno che con i bambini e la ragazza che mi aiuta andiamo sempre nello stesso tratto di spiaggia libera. Ed è qualche giorno che trovo sempre lo stesso posto dove bivaccare e piantare il mio ombrellone.

A fianco la stessa famiglia. Uno dei figli lo sento chiamare come mio padre, istintivamente lo osservo. Sui venticinque anni, molto carino, somiglia in maniera pazzesca ad Enrique Iglesias, ed ha un tatuaggio di un elfo (o un troll?) sul lato sinistro del bacino.

Sotto l’ombrellone mentre do la merenda alla piccola, il ragazzo si sdraia verso di noi, scherzando e lanciando smorfiette da lontano a Chiara, continuando a guardare dalla nostra parte. Il mio ego femminile ha un’impennata galattica. Ehi, sono ancora piacente, cavolo, nonostante la burrosità – che cazzo, son proprio cicciona, altro che burrosa vabbè – sono ancora oggetto di sguardi, cavolo, come mi sento sollevata, evviva, yeah, wow, cool.

Si fa tardi, e per i miei vicini si fa l’ora di andare. Il fighetto raduna le sue cose, si avvicina a me ed a Chiara e si inginocchia. La mia faccia assume un’espressione basita. “Ciao bellissima, sei davvero simpatica, sai? E’una bambina, vero” mi chiede “Sì, si chiama Chiara” rispondo io gongolandomi “Allora ciao splendida Chiara, mi ricordi tanto la mia sorellina quando era piccola” Da un bacino alla mano della piccola e lei se lo accarezza.

“Buonasera signora, e buon ferragosto”

Ah… del lei? Signora? Ecco, fanculo al mio ego, questo voleva solo giocare con la bambina :(

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

4 Comments

  1. 16 agosto 2008
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    Mettiamola così: da qualche parte nel mondo c’è una fortunata che sta per aggiudicarsi un uomo che ama i bambini :)
    (Sempre che non sia gay, eh.)

  2. Black Cat
    16 agosto 2008
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    Già, sgrunt :(

    Intanto penso alla dieta post allattamento, ecco :D

  3. 19 agosto 2008
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    Ahi ahi, come ti capisco. Son quelle botte di “signora” che fanno male anzicheno.

  4. Black Cat
    19 agosto 2008
    Reply

    Vero, Blimunda, e quel lei che noi davamo con distacco alle vecchiette a cui cedevamo il posto in autobus. Cazzo.

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