Orgoglio di donna

E’ qualche giorno che con i bambini e la ragazza che mi aiuta andiamo sempre nello stesso tratto di spiaggia libera. Ed è qualche giorno che trovo sempre lo stesso posto dove bivaccare e piantare il mio ombrellone.

A fianco la stessa famiglia. Uno dei figli lo sento chiamare come mio padre, istintivamente lo osservo. Sui venticinque anni, molto carino, somiglia in maniera pazzesca ad Enrique Iglesias, ed ha un tatuaggio di un elfo (o un troll?) sul lato sinistro del bacino.

Sotto l’ombrellone mentre do la merenda alla piccola, il ragazzo si sdraia verso di noi, scherzando e lanciando smorfiette da lontano a Chiara, continuando a guardare dalla nostra parte. Il mio ego femminile ha un’impennata galattica. Ehi, sono ancora piacente, cavolo, nonostante la burrosità – che cazzo, son proprio cicciona, altro che burrosa vabbè – sono ancora oggetto di sguardi, cavolo, come mi sento sollevata, evviva, yeah, wow, cool.

Si fa tardi, e per i miei vicini si fa l’ora di andare. Il fighetto raduna le sue cose, si avvicina a me ed a Chiara e si inginocchia. La mia faccia assume un’espressione basita. “Ciao bellissima, sei davvero simpatica, sai? E’una bambina, vero” mi chiede “Sì, si chiama Chiara” rispondo io gongolandomi “Allora ciao splendida Chiara, mi ricordi tanto la mia sorellina quando era piccola” Da un bacino alla mano della piccola e lei se lo accarezza.

“Buonasera signora, e buon ferragosto”

Ah… del lei? Signora? Ecco, fanculo al mio ego, questo voleva solo giocare con la bambina :(

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