Riflessioni estemporanee…

…sulla mia voglia saltuaria di isolamento.

Mi chiedo, ogni tanto, perche’ mi capiti di volermi isolare dal resto del mondo.
Per quale processo mentale provo una felicita’ insana ed inspiegabile ad accucciarmi con la mia micia che mi riempie di silenziose ed adoranti fusa, sul divano morbido, le luci soffuse e la porta chiusa all’intero universo?
Io, e il mio taciturno alter ego felide. Che non mi fa domande, non chiede, non giudica, non interferisce.
Quasi tre anni di vita insieme, dipendendo una dall’altra, simbiotiche, in costante reciproco apprendimento.
Ma fuori c’e’ il caos. La continua rutinante evoluzione della citta’. Il totale disinteresse e menefreghismo delle persone. La cattiveria dei seminatori di zizzania, che godono illudendosi di poterle sfondare, le mie porte.
Io son fatta cosi’. A volte necessito di questi attimi, in cui siamo io e lei con le mie tristezze, con i miei pensieri, con le mie paure. Tutte le cose che non voglio per la mia vita quotidiana, e che tento con tutte le mie forze di non far entrare nei miei raggi di sole.
Si, lo so che e’ assurdo isolarsi con un gatto, cazzo. Ma la paura di intaccare alcuni attimi e’ qualcosa che mi azzera la razionalita’ e mi enfatizza l’istinto, quello felino, naturalmente.
E’ una continua altalena di sensazioni, quella che mi pervade quando sono nella mia spirale solitaria: penso a chi vorrei eliminare fisicamente dalla faccia della terra, a chi magari ho sbagliato a giudicare che forse non mi voleva male, a chi piu’ realisticamente dovrebbe essere al posto di Witch e invece inconsciamente preservo dai miei attimi di follia.
Perche’ sotto sotto sono un po’ pazza anch’io.
Ho paure represse in malomodo che rispuntano a periodi alterni, ho scatti di ira tali da motivare un talebano, ho un’incostanza umorale che fa assurdi crash con la mia costanza quotidiana.
E non riesco quasi mai a domarmi.
Il che non mi dispiace poi cosi’ tanto.
Dovrei mettermi in gioco un pochino di piu’ pero’, soprattutto ora che ne vale la pena. La cosa in se per me non e’ facile, anche se ammetto ci sto provando con estremi sforzi e purtroppo scarsi risultati, cosi’ almeno mi pare.
Poi ci sono quei maledetti e ripetuti sogni, quanto li odio. Temo siano i miei conti in sospeso con la mia coscienza: che ne abbia davvero una?
Si presentano come esattori delle tasse durante una cena tra amici organizzata in casa, manco bussano alla porta, quasi la sfondano, e ti sequestrano i mobili.
Ma io li frego: ho i doppioni dei divani e della tv in box, voi portateli pure via, magari frigno un po’ ma poi vado giu’ e mi porto su quelli nuovi, fanculo.
Solo non sto bene con gli occhi gonfi, e odio piangere. L’azzurro non si intona per niente con il rosso. Tsk.
Insomma, stasera sono nel mio vortice. Nel mio ingorgo emotivo. Nella mia baraonda mentale.
Ho notato una sola, drammatica, lampante, enorme differenza pero’, dall’ultimo mio caos psicologico: che oggi sono ottimista.
E quanto mi piace questa cosa…

Written by:

Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

4 Comments

  1. 29 Aprile 2003
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    …beh, l’Olanda è stata superata dalla Svizzera alla grande! Pensa che qui in Italia conosco aziende che fanno gli impianti di essicazione della mariagiovanna per gli svizzeri! :D ma sei sicura che il chinotto non cresce in lattine? :)

  2. 29 Aprile 2003
    Reply

    NON MI CRESCONO LATTINE SUL CHINOTTO, UFFA!!!

  3. 29 Aprile 2003
    Reply

    però è bello immaginarlo :) come se dalle piante di mariagiovanna spuntassero dei cannoni già pronti :D

  4. Ice Mike
    29 Aprile 2003
    Reply

    sarebbe altresì molto pratico… ma toglierebbe il gusto della rollata….

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