Si ricomincia.

Alexander adora la sua scuola.
Al mattino va in classe da solo, sorridente. Purtroppo non è un alunno modello, e se si scazza dopo qualche ora, dà di matto, magari scappa fuori dalla classe, capita che urli. Cose normali. Che si spera da oggi, con l’arrivo dell’insegnante di sostegno, vengano ridotte progressivamente.
Sono andata a prendere Chiara all’uscita dall’asilo, Alexander era a casa con la nonna. Ho sentito una conversazione che mi ha portato indietro nel tempo, alla simpatica commessa del Carrefour. Stavolta però, ho reagito male, complice sta febbre del menga che mi rende le giornate pesanti.
“Ah, la tua nipotina ha cominciato? In che classe è così la vado a salutare” dice mamma che evidentemente lavora lì, lo scoprirò domani.
“Nella sezione B. Non è dove c’è quel bambino vero?”
“Il bambino turbolento dici? No, no, ma stai tranquilla, che tanto oggi è arrivato il sostegno e dovremmo essere più tranquille”
“Per fortuna, speravo tanto non finisse in classe con lui, per l’amor del cielo sia mai…”

“Scusate, eh. Il bambino turbolento è mio figlio. E vorrei dirvi una cosa. Sono io ad essere contenta che non sia finito in classe con tua nipote, perchè se cresce come te di sicuro sarà razzista e una persona schifosa, ad allontanare chi è in difficoltà. E si che tu, che sei evidentemente extracomunitaria, come ci si senta di merda ad essere messi da parte lo dovresti sapere bene, visto dove viviamo.”

Me ne sono andata. Certo è che da oggi comincia una nuova battaglia. Ancora una volta una battaglia contro la disinformazione, l’ignoranza, la mancanza di sensibilità. Andatevene affanculo tutti.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

26 Comments

  1. 15 settembre 2010
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    Non credo che io avrei potuto rimanere zitta.

  2. 15 settembre 2010
    Reply

    IMHO sei anche stata educata … (vista la casistica)

  3. 15 settembre 2010
    Reply

    CLAP CLAP CLAP (applauso)
    Hai fatto benissimo, nessun dubbio.
    Un abbraccio a te ed ai piccoli :*

  4. 15 settembre 2010
    Reply

    Fatto bene tesoro! Siamo tutti con te :*

  5. 15 settembre 2010
    Reply

    Fammi capire, ti metti a dare della razzista a qualcuno a cui poi dai dell’extracomunitaria facendo a tua volta la parte della razzista?!

    E come ha fatto giustamente notare qualcuno, sei anche stata molto maleducata (con quella persona e con questo tuo post).

    Se questo e’ il tuo modo di iniziare una nuova “battaglia”, la guerra l’hai gia’ persa in partenza.

    • Black Cat
      15 settembre 2010
      Reply

      Si, Diego. Le ho dato della razzista, perchè? Perchè non le ho dato della stronza idiota come si sarebbe meritata, perchè (leggi bene) son stata anche troppo educata. Vedremo chi la vince la battaglia. Vuoi per caso metterti un po’ al mio posto prima di pontificare?

    • 15 settembre 2010
      Reply

      Diego ma tu lo leggi questo blog oppure un giorno ti svegli, scegli un post a caso e commenti a cazzo di cane? La sai la storia di Barbara e quella della sua famiglia? Sei peggio delle signore sopracitate. Fossi stata al posto di Barbara avrei alzato addirittura le mani.

  6. 15 settembre 2010
    Reply

    se ti serve un po’ di voce per mardarli tutti affanculo hai anche la mia !

  7. 15 settembre 2010
    Reply

    Direi che non c’e’ altro da aggiungere.

    Parlare con persone che fanno ragionamenti di questo tipo dimostra quanto l’Italia sia ancora oggi un paese razzista e retrogrado, oltre a tutti gli altri problemi ben noti, da cui bisognerebbe solo scappare.

    E tutto questo e’ davvero molto triste.

    • 15 settembre 2010
      Reply

      Ok, è evidente che non conosci la storia di Barbara, mi domando che sei venuto a commentare a fare.

    • Black Cat
      15 settembre 2010
      Reply

      Perchè non torni ai videogiochi, invece di pontificare sulla vita reale di persone che non conosci?

  8. 15 settembre 2010
    Reply

    Secondo me per criticarti, Black Cat, ci vogliono o Gesù Cristo, o un cretino totale. Secondo me, eh.

  9. 15 settembre 2010
    Reply

    Extracomunitaria significa che sta fuori dalla comunità europea. Non mi pare un insulto ma una constatazione. Anzi, avrebbe dovuto essere solidale, la stronza.

  10. 15 settembre 2010
    Reply

    E’ evidente che la maleducazione e l’ignoranza sono di casa da queste parti.

    Una voce fuori dal coro e tutti pronti a puntare il dito con affermazioni fuori luogo e di dubbia utilita’.

    Se volete (e parlo in generale) crearvi un mondo e un blog in cui raccogliere attestati di stima e circondarvi di persone pronte a darvi una pacca sulla spalla e quell’appoggio morale di cui tanto avete bisogno… limitate l’accesso con password e rendete questi spazi privati e nascosti al mondo di internet, altrimenti mettete un bel disclaimer prima di entrare con tanto di avviso ai naviganti in cui si invita “a commentare solo il vostro commento rispecchia l’idea comune degli altri lettori”.

    Se questo puo’ rendere le vostre giornate piu’ felici e appaganti e aumentare il vostro ego e la vostra auto-stima, ben venga, ma faccio notare che nessuno, fino al post numero 11, ha avuto la gentilezza, l’educazione, la bonta’ e l’elasticita’ mentale di chiedere “perche’ la pensi cosi’?”, piuttosto che rispondere con banali “che sei venuto a commentare a fare” e “perche’ non torni ai videogiochi”.

    Se questa e’ maturita’ e liberta’ d’espressione, ben vengano i videogiochi e quei luoghi in cui le persone hanno l’intelligenza di fermarsi, contare fino a 10 ed eventualmente commentare e argomentare in modo utile e civile.

    Ognuno di noi puo’ avere la sua storia, piu’ o meno brutta e piu’ o meno grave rispetto a tante altre ma tutte queste storie non dovrebbero farci dimenticare che il rispetto e l’educazione vengono prima di qualsiasi altra cosa e se qualcuno dice “Per fortuna, speravo tanto non finisse in classe con lui, per l’amor del cielo sia mai…” non serve a niente rispondere con toni razzisti e inquisitori, perche’ questo non apportera’ nessun valore aggiunto alla nostra tanto amata “battaglia”.

    Potrei avere una storia peggiore di quella dell’autrice di questo blog come potrei anche non avere nessuna storia, ma questo non mi rende una persona migliore o peggiore, sfortunata o fortunata rispetto ad un;altra e non mi autorizza ad essere aggressivo e razzista quando mi trovo di fronte a qualcuno che la pensa in modo differente dal mio, seppur con modi sbagliati.

    E ora torno ai videogiochi, felice di sapere che la’ fuori c’e’ gente che non ti tratta da stupido e da “diverso” solo perche’ non la pensi come la “massa”, perche’ a volte, quella massa, non ha sempre ragione solo perche’ “sono in tanti”.

    Grazie per l’ospitalita’ e buon proseguimento.

  11. 15 settembre 2010
    Reply

    Diego se vuoi ricevere pacche sulle spalle la prossima volta magari non dire vaccate e informati sulle cose. O magari commenta in blog dove nessuno può leggerti così ti eviti di dover mettere le pezze.

  12. Black Cat
    15 settembre 2010
    Reply

    Quando avrai un figlio, Diego, che amerai più di te stesso, ma che non sarà uguale a tutti gli altri e verrà messo da parte, ne riparleremo di cosa dire a chi lo emargina. Detto questo addio.

  13. 15 settembre 2010
    Reply

    “E ora torno ai videogiochi, felice di sapere che la’ fuori c’e’ gente che non ti tratta da stupido e da “diverso” solo perche’ non la pensi come la “massa”, perche’ a volte, quella massa, non ha sempre ragione solo perche’ “sono in tanti”.”

    Ma che ti tratta come se fossi un appestato anche se hai solo 6 anni, sei indifeso, piccolo e bisognoso di amore. Perchè non sei perfetto, perchè sei malato. Diego, seriamente, tu NON HAI LETTO QUESTO BLOG. Altrimenti non avresti nemmeno il coraggio di parlare. Sei padre? Io non credo. Sei disabile? Non credo nemmeno questo. Sei extracomunitario? Probabile.

  14. 16 settembre 2010
    Reply

    Ciao a tutti. Leggo questo blog dall’episodio del Carrefour (ero capitata per caso) e non ho più smesso di seguirlo. Non ho figli, non sono disabile, sono italiana ed ho una cultura media. Tutto questo premesso solo perchè vorrei farvi capire che a volte ci arrocchiamo sulle nostre posizioni senza cercare di capire gli altri. La reazione di Barbara è sicuramente stata dettata dalla “stanchezza” (virgolettato perchè credo che una Mamma non senta mai il peso della stanchezza, proprio come Barbara) di chi deve lottare quotidianamente contro l’ignoranza e la cattiveria della gente. Il commento di Diego credo sia dettato dalla lucidità di chi non è coinvolto nella realtà in oggetto e magari avrebbe avuto il sangue freddo di dire lo stesso concetto di Barbara argomentandolo in modo più freddo, distaccato e magari più soft. Credo che entrambi i modi siano giusti perchè diverse sono le sfere di coinvolgimento emotivo. Forse Diego non sarebbe stato capito dalle due signore perchè ignoranti e magari Barbara adesso da loro non è riconosciuta come una Mamma che lotta per il suo bambino, ma solo come una persona maleducata. Non volevo difendere Diego, ma solo credo che entrambi abbiate voluto esprimere due diversi modi di affrontare la situazione. Spero di non aver urtato nessuno con questo mio intervento e se l’ho fatto me ne scuso in anticipo.

  15. 16 settembre 2010
    Reply

    Leggo sempre in silenzio, vorrei solo fare una riflessione.
    Preciso che secondo me Barbara ha fatto bene a rispondere in quel modo alle due signore.
    Però, onestamente, quante volte sentiamo genitori infastiditi dal fatto che le lezioni dei propri figlioletti non vengano portate a termine come da programma per “colpa” di bambini più o meno lenti, più o meno veloci, più o meno iperattivi?
    Il mio mondo ideale contempla la tolleranza. Ma la realtà no.
    Non mi scandalizzo per quello che è successo: è la dura e atroce realtà. MI lascia molto amareggiata.
    Ma siamo onesti: chi nel suo piccolo può dire di non aver mai (e dico MAI) pensato a persone “diverse” (come da brutta etichettatura sociale) come ad un peso?
    A me capita quando sto male e ho il tipo del piano di sotto (matto, clinicamente matto, sia chiaro) che urla con quella povera disperata della madre, che torna a casa magari ubriaco, ti importuna ogni due per tre, ecc.
    Non mi sono mai sognata di chiamare la polizia come altri condomini. Ma resta il fatto che il pensiero intollerante l’ho fatto.
    Solidarietà assoluta ma senza troppo falso perbenismo.

  16. 17 settembre 2010
    Reply

    Non ti conosco ma… se mi permetti: SEI UNA GRANDE!!!
    Un abbraccio

  17. 17 settembre 2010
    Reply

    Ciao mamma tenutaria del sito.
    Due righe per dire che ammetto che nella circostanza che hai descritto nel post mi sarei comportato tutt’altro che in maniera affabile, e’ solo un’affermazione la mia, null’altro.
    Aggiungo, riferendomi e rivolgendomi al commento ed a Diego, che di pontificatori senza peccato ne abbiamo ipermercati zeppi e strade, citta, sin nei boschi gli incontri quando vai per funghi, ti scutano e sentenziano. Se solo Diego non avesso cercato altro che l’appiglio per muovere critica, fuori luogo ed infondata, ed avesse invece letto con attenzione il post avrebbe capito che nella tua frase: “E si che tu, che sei evidentemente extracomunitaria, come ci si senta di merda ad essere messi da parte lo dovresti sapere bene, visto dove viviamo” altro non appare che la “condivisione di phatos”, e non compassione, di chi conoscendo bene la sofferenza data dall’intolleranza, dall’insofferenza si rivolge a chi questa, per evidenti motivi, dovrebbe a sua volta averla testata. Non ci ho letto alcun che’ di xenofobo nella tua frase, mamma del blog, ne maleducazione. Chi, come Diego, e’ ubriaco di purismo vede cio’ che vuol vedere, ha bisogno di condannare, questo solo gli permette d’esser migliore, o quantomeno sentircisi.
    Questo e’ di una tristezza immonda.
    Mamma del Blog, sii forte e se occorre spietata, chi altri se non tu devi esserlo?

    Con sincera simpatia.
    Francesco.

  18. 21 settembre 2010
    Reply

    da insegnante di sostegno assoluta solidarietà alla mamma.. purtroppo l’ignoranza è dilagante e un genitore che sbandiera queste sue idee fa malissimo sia alla società (che ci sarà sempre qualcuno che condividerà quello che ha detto) sia a chi si batte quotidianamente perché venga riconosciuto il diritto ad una vita completa e dignitosa ai bambini che hanno difficoltà di vario tipo, senz’altro non perché l’hanno voluto loro. un abbraccio solidale

  19. 23 settembre 2010
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    Io al tuo posto ci sono. Mio figlio ha 15 anni. Te lo dico con affetto e tutta la mia comprensione, queste battaglie non si vincono mai perchè isolano i nostri figli ancora di più. Il contrario accade se in qualche modo riesci a creare complicità, proprio con i più ignoranti e insensibili. Mio figlio alla scuola materna e elementare aggrediva spesso i suoi compagni ( ne ha mandati 4 al pronto soccorso)… io mi sentivo morire dentro. Avrei preferito mille volte vedere arrivare a casa lui con un graffio sulla guancia, pur sapendo che non aggrediva mai per ferire, anzi, per troppo amore e desiderio di “prendere” un amore non ricambiato. Le vittime infatti erano sempre i compagni a lui più cari. Ho chiesto sempre ai genitori di aiutarmi a trovare un modo perchè questo non accadesse, di reagire con lui come se fosse un fratello in casa, come se fosse figlio loro: sgridarlo, parlargli, cercare di capire perchè l’aveva fatto. Credimi, questa strategia ha fatto miracoli educativi e di relazione; perchè ha tolto delle barriere coinvolgendoli e in qualche modo facendoli sentire parte attiva dell’educazione di mio figlio. Ho chiesto scusa, li ho ringraziati. Telefonavo per sapere come stavano i bambini, facevo portare al mio un regalino per il ferito di turno. In altre parole, tante volte ho voluto mettere l’orgoglio sotto le scarpe, la rabbia per quelle parole-pietre che mi arrivavano allo stomaco rivoltandolo e sfoderavo il più dolce dei sorrisi, soprattutto con la gente più cretina. Bhè… ha funzionato. Niccolto è stato accolto, non subito e non “accettato”, perchè la convivenza va fraternizzata, motivata, altrimenti è solitudine mascherata di perbenismo ed è tremenda per i bambini. Ti abbraccio. E abbraccio i tuoi bimbi.
    Dimenticavo, spesso proprio i più cretini, una volta coinvolti, mi hanno stupita per come riuscissero a trasformare l’arroganza in comprensione. Lo stesso dobbiamo fare noi. La diversità fa paura e la paura rende aggressivi. Bisogna insegnare a non avere paura o a condividere le nostre stesse paure. Anche noi abbiamo paura della normalità, non possiamo negarlo.

  20. 17 novembre 2010
    Reply

    ma hai fatto benissimo!!!!

    quanto mi fa piacere aver ritrovato “vivo” il tuo blog!!!
    pensa che il link era rimasto in un vecchio pc che nn uso mai!
    :-)))

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