The phone call

Oggi ho parlato con Carrefour. Per la precisione con la Dott.ssa Augenti e il Dottor Brambilla, amministratore delegato di Carrefour Italia.

Abbiamo parlato, chiarito gli eventi (ho solo dato una descrizione della “signorina” per meglio favorirne l’identificazione da parte loro) e mi è piaciuta una frase dell’AD “Non vogliamo insabbiare il caso, ma farne un evento per far sì che non si ripeta e che tutto il nostro personale stia più attento”. Mi è parso un buon intento, che spero e mi auguro si traduca in fatti.

La telefonata in sostanza è stata molto cordiale. Io, a conti fatti, contro Carrefour non ho nulla. E non ce l’ho nemmeno con i tre poveretti (potrei dire molto peggio ma mi autocensuro) che probabilmente dietro le loro spalle hanno anche una famiglia da mantenere, che non deve certo risentirne delle cavolate che hanno combinato. Carrefour mi ha dato un carnet di alternative di risarcimento “morale” per Alexander. Purtroppo però non credo di poterlo ributtare in una situazione fotocopia di un avvenimento doloroso così presto. Anche la terapista e la neuropsichiatra concorderanno con me che le cose gli vanno spiegate e vanno interiorizzate, lui ha i suoi tempi, che sono più lunghi di quelli di altri bambini.

Su alcune cose però sono irremovibile. Voglio il nome del fotografo. Voglio parlargli, anche via email, non mi interessa il contatto fisico. So che alla richiesta di una relazione scritta sull’accaduto (richiesta da Carrefour) sia lui che l’altro hanno dichiarato che “non si sono accorti di nulla di strano”. Ecco, io glielo farei, gentilmente, notare a posteriori, con l’aplomb che mi caratterizza.

Un’altra cosa che vorrei, al posto di qualsiasi risarcimento nei miei confronti, è che Carrefour indicesse una raccolta fondi per un’associazione di ricerca che si occupi di studiare l’autismo. Grazie al cielo, mio marito lavora come un mulo per garantirci uno standard di vita dignitoso, non ho bisogno di omaggi, buoni sconto o di richiedere risarcimenti. Mio figlio è un bambino più fortunato di altri. La sua voce è stata sentita anche se le sue corde vocali non l’hanno fatta uscire. E so che aiutare gli altri sarà una cosa che da grande lo renderà fiero. Come rende orgogliosa la sua mamma, ogni volta che si veste in arancione.

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Mamma, webmaster, grafica, drogata di motori e felide bastarda.

160 Comments

  1. 28 settembre 2008
    Reply

    Ciao Barbara, riporto qui in fondo un commento postato erroneamente sul mio sito (che ha soltanto contribuito nel suo piccolo a diffondere il passaparola) anzichè sul tuo blog.
    Ho già provveduto a segnalare la svista all’autore.
    Ne approfitto per ringraziarti per avere dato l’opportunità alle tante “mamme coraggio” italiane di sapere che non sono sole e che non devono mai smettere di fare valere i loro diritti quando si verificano situazioni come quella che è capitata al tuo Alexander.
    Un grosso abbraccio anche da parte mia ad entrambi.
    Roberto

    “Carissima Barbara,

    mi chiamo Alessandro Martinelli e sono dipendente presso il Carrefour di Assago.
    Sono anchio
    papà e comprendendo il tuo grande dolore ti sono fortemente vicino abbracciandoti forte.
    Ti chiedo di visitare il sito
    http://www.uiltucslombardia.net dove io, insieme al Segretario Organizzativo siamo i moderatori del forum “Vita in
    azienda”, ti ho dedicato un topic apposta.
    Abbiamo anche deciso di scrivere un articolo sulla tua storia sul nostro
    giornale “Area Sindacale”.
    Rinnovandoti la mia grande solidarietà nei tuoi confronti, ti abbraccio sperando un
    giorno di potere interloquire personalmente.

    Un caro saluto,

    Alessandro
    Martinelli.

    alessandromartinellionline@hotmail.it

    (Membro del Direttivo Provinciale e Regionale U.I.L.
    Tu.C.S. Lombardia.)”

  2. lawsurfer
    29 settembre 2008
    Reply

    Cara Barbara,

    ho avuto notizia solo oggi della terribile vicenda che ha colpito innanzitutto Tuo figlio e Te, nella Vostra dignità costituzionalmente tutelata di bimbo, mamma e cittadini.
    Sono ovviamente felice di sentire come la Carrefour abbia infine reagito positivamente alle Tue legittime e sacrosante proteste. Sicuramente il fatto che Tu abbia potuto colloquiare direttamente con l’AD Italia di questa multinazionale va interpretato come sincero atto di scuse e penitenza, ma vi leggo anche un’ottima capacità dei consulenti di marketing e promotion della stessa Multinazionale a trasformare un errore in un enorme evento di rafforzamento d’immagine sul mercato MONDIALE, e purtroppo temo che Tu e Tuo figlio ne stiate diventando gli inconsapevoli protagonisti. Ciò sarebbe non solo doppiamente ingiusto ma estremamente non etico, sopratutto a fronte della Tua generosa ed ammirevole rinuncia a qualsiasi risarcimento materiale di fronte ad un immenso dolore morale ed esistenziale (incontestabile segno che per Te è una questione di principio e non pecuniario), ma perchè così facendo loro potranno anche guadagnarci in termini di vendite che di risparmio fiscale.
    Un saluto a Te e a Tuo figlio Alexander con l’augurio che anche nella società del benessere si arrivi infine a riconoscere veramente la dignità di ogni singolo essere umano in quanto tale e in ogni sua forma
    Lawsurfer

  3. 29 settembre 2008
    Reply

    Sono indignata dalla vicenda e commossa dalle tue parole, specie le ultime frasi di questo post. Ti ammiro tantissimo e Alexander è un bambino fortunato ad avere una mamma come te.

  4. Giovanna
    30 settembre 2008
    Reply

    Ciao Barbara,
    io volevo chiederti che terapie tuo figlio sta seguendo. Volevo invitarti sul portale di Emergenza Autismo (emergenzautismo.org), magari può esserti d’aiuto come lo è stato per me e mio figlio e per tanti altri.
    Un abbraccio a te ed al tuo piccolo.
    Giovanna

  5. 8 ottobre 2008
    Reply

    ciao Barbara

    mi complimento con te per il coraggio e la forza nel affrontare i problemi…

    le aziende pi sono grandi e più non si capisce niente…

    il Signore Vi benedica

  6. 27 ottobre 2008
    Reply

    Io però vorrei che i nomi dei due cretini ( ops…volevo dire del fotografo e dell’atro tipo pelato ) li scrivessi e li rendessi pubblici.
    Anche se avessero 10 figli da sfamare o tutti i problemi di questa terra, l’arroganza non è una scusa.
    Complimenti per quello che fai.
    Sei Brava e tuo figlio è davvero fortunato…per tanti motivi.
    CIao

  7. Gabriele
    27 novembre 2008
    Reply

    Ciao Barbara …. le parole del tuo blog mi sono arrivate tramite un giro curiosissimo, ma virtuoso, poche ore prima di vedere Malpelo,trasmissione del giornalista Sortino, tema ” il sostegno che lo stato da alle famiglire con disabili a carico” ti faccio solo una sintesi di questo bel programma, visto che siamo in un paese del ” piffero” e mi autocensuro, la politica preferisce i voti dei falsi invalidi civili, al giusto sostegno alle famiglie con questo tipo di problemi, indicativa è la dichiarazione del Presidente della Repubblica che dando la grazia al padre di un ragazzo autistico che disperato l’ha ucciso, scrive che la colpa è della sociètà che non si è dotata dei mezzi per aiutarlo, …. e io continuo a vergognarmi del paese dove vivo….. vabbè torniamo a noi…pensavo, visto che il tuo cucciolo è amante dei veicoli colorati e chiassosi, secondo te potrebbe gratificarlo, un giro sui mezzi dei vigili del fuoco?, o passare qualche ora in caserma? sono un vigile del fuoco e spesso ospitiamo i bambini delle scuole… vedi tu con se può essere una buona idea, un bacio a tutti e due. Gabriele.

  8. Fabio
    24 aprile 2013
    Reply

    Ciao Barbara! Sono uno studente, sto scrivendo una tesi riguardo i rischi e le opportunità che i nuovi media rappresentano per le imprese. Tramite un articolo del 2008 di G.P.Fabris sono venuto a conoscenza del caso Carrefour. Mi chiedevo se potessi citarlo(non inserisco nomi e cognomi) nella mia tesi, tutto quà ^__^

    • Black Cat
      25 aprile 2013
      Reply

      Vai tranquillo, non ci sono problemi :)

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